Italia
Patata di Romagna, il progetto cresce con ricerca e identità
La pataticoltura romagnola, in particolare nell’areale costiero compreso tra le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, conserva caratteristiche distintive: terreni vocati, raccolte anticipate favorite dal clima mite, forte legame con i consumi locali e con il sistema turistico
23 giugno 2026 | 10:00 | C. S.
Dare un futuro alla Patata di Romagna significa lavorare su identità territoriale, ricerca varietale, qualità del prodotto e redditività delle imprese agricole. È con questo obiettivo che prosegue il percorso promosso da Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini per valorizzare una coltura storicamente presente nell’areale romagnolo e oggi chiamata a confrontarsi con un contesto produttivo sempre più complesso, ma anche con interessanti opportunità di mercato.
Dopo il primo lavoro di promozione e rilancio avviato nel 2025, il progetto compie ora un nuovo passo avanti: si entra pienamente nella fase della sperimentazione in campo, grazie alla collaborazione con UNAPA, Unione Nazionale tra le Associazioni dei Produttori di Patate.
“La Patata di Romagna - afferma Daniele Montemaggi, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini – è una coltura legata alla storia produttiva del nostro territorio, alla filiera corta, ai mercati locali, alla ristorazione e all’economia turistica della Riviera. Perché questo potenziale possa tradursi in valore per le imprese, però, servono ricerca, organizzazione e una precisa identità commerciale”.
La pataticoltura romagnola, in particolare nell’areale costiero compreso tra le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, conserva caratteristiche distintive: terreni vocati, raccolte anticipate favorite dal clima mite, forte legame con i consumi locali e con il sistema turistico. Un patrimonio produttivo che Confagricoltura intende accompagnare in un percorso di rafforzamento, a partire dalla selezione di varietà in grado di rispondere alle esigenze del mercato e, al tempo stesso, di garantire stabilità produttiva agli agricoltori. Da diversi anni UNAPA conduce un lavoro di sperimentazione e ricerca su nuovi cloni e varietà di patata, con prove realizzate in diversi areali italiani e in collegamento con centri di ricerca europei.
Nel 2026 UNAPA ha predisposto tre campi sperimentali con nuovi cloni forniti dal centro di ricerca francese GROCEP: due in provincia di Bologna e uno a San Mauro Pascoli, presso l’Azienda Agricola Montemaggi Daniele e Federico. Il lavoro in campo prevede rilievi periodici sullo sviluppo delle piante, sull’apparato fogliare, sulla fioritura, sulla presenza di eventuali anomalie o problematiche fitosanitarie, fino alla raccolta e alla valutazione dei tuberi per calibro, peso, uniformità e caratteristiche qualitative.
“La ricerca varietale è il punto di partenza per costruire una filiera più solida – sottolinea Montemaggi –. Ai produttori servono varietà capaci di garantire rese adeguate, qualità riconoscibile e maggiore efficienza anche nella fase di conservazione. Al consumatore, invece, dobbiamo offrire un prodotto identificabile, legato al territorio e chiaro anche nell’utilizzo in cucina. La Patata di Romagna può crescere se riesce a tenere insieme questi due aspetti: il reddito dell’impresa agricola e il valore percepito dal mercato”.
In questo percorso rientra anche l’attenzione a varietà che si sono già distinte nelle prove degli ultimi anni per caratteristiche qualitative e quantitative. Tra i materiali più interessanti figura Fiorella, patata a buccia giallo-oro, dalla forma allungata e regolare, apprezzata anche per la lunga dormienza, elemento che può favorire una migliore conservazione e ridurre la necessità di interventi antigermoglianti nelle celle frigorifere.
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