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Giacomo Tachis rivive nel progetto della figlia Ilaria: commozione e successo per la masterclass che celebra il maestro

Giacomo Tachis rivive nel progetto della figlia Ilaria: commozione e successo per la masterclass che celebra il maestro

Grande partecipazione ed emozione per “10 anni dopo Tachis”: enologi e sommelier uniti nel segno di un’eredità che continua a parlare al futuro del vino italiano

27 aprile 2026 | 17:00 | C. S.

Non una semplice degustazione, ma un momento di forte intensità emotiva e culturale. A Vinitaly, la masterclass “10 anni dopo Tachis – I vini che hanno cambiato l’Italia” si è trasformata in un autentico tributo vivente a Giacomo Tachis, capace di unire memoria, visione e futuro attraverso il progetto portato avanti dalla figlia Ilaria Tachis.

Sala gremita e partecipazione attenta per un appuntamento che ha visto protagonisti alcuni dei vini più iconici legati al lavoro del grande enologo, raccontati in un dialogo inedito tra chi li produce e chi li interpreta. Un confronto diretto tra enologi e sommelier che ha restituito tutta la modernità del pensiero di Tachis, ancora oggi punto di riferimento imprescindibile per il vino italiano.

A guidare la degustazione Paolo Porfidio, fondatore di Somm is the Future, insieme a Riccardo Cotarella e Paolo Brogioni per Assoenologi, con la presenza intensa e partecipata di Ilaria Tachis, custode e interprete dell’eredità del padre. Proprio il suo intervento ha rappresentato uno dei momenti più toccanti dell’incontro, sottolineando come il lavoro e la visione di Giacomo Tachis continuino a vivere non solo nei vini, ma anche nelle persone e nei progetti che ne portano avanti i valori.

Nel calice, una selezione di etichette simbolo provenienti da aziende che hanno condiviso un tratto di strada con Tachis – da Argiolas a Donnafugata, da Umani Ronchi a Tenuta San Guido, fino a San Leonardo, Casale Falchini, Podere La Villa e Feudi del Pisciotto – a testimoniare un’impronta capace di attraversare territori e identità diverse, lasciando un segno profondo e riconoscibile.

Il format, costruito sul dialogo tra sala e cantina, ha evidenziato quanto questa relazione sia oggi centrale nella costruzione della cultura del vino. Un’intuizione che apparteneva già a Tachis e che oggi trova nuova forza proprio grazie a iniziative come questa, capaci di mettere in relazione competenze, sensibilità e linguaggi differenti.

“10 anni dopo Tachis” si chiude così con un bilancio più che positivo: grande successo di pubblico e contenuti, ma soprattutto la consapevolezza che quella di Tachis non è solo una memoria da celebrare, bensì un’eredità viva, in continua evoluzione. Un’eredità che, grazie all’impegno di Ilaria Tachis e al contributo di tutta la filiera, continua a rinnovarsi, confermando il ruolo centrale di uno dei protagonisti più influenti nella storia del vino italiano.

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