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Dieta sana, quanto costa davvero in Italia: più cara nei mesi caldi e con forti differenze territoriali

Dieta sana, quanto costa davvero in Italia: più cara nei mesi caldi e con forti differenze territoriali

I costi più elevati si registrano nei mesi primaverili ed estivi. Per un uomo adulto, ad esempio, la spesa mensile supera i 200 euro nei mesi caldi, contro circa 150–160 euro in autunno e inverno. Le province del Nord presentano prezzi medi e massimi più elevati

13 aprile 2026 | 12:00 | C. S.

Seguire una dieta sana e sostenibile in Italia non ha lo stesso costo per tutti, né durante tutto l’anno. A dirlo è una ricerca condotta dalle università di Pisa, della Tuscia e di Roma Tor Vergata, pubblicata sulla rivista scientifica Quality & Quantity, che mette in luce variazioni significative legate alla stagionalità, all’età e all’area geografica.

Lo studio, basato su oltre 326 mila rilevazioni di prezzo raccolte tra agosto 2021 e marzo 2024 in 107 province italiane, ha analizzato il costo di diversi panieri alimentari ispirati alla dieta mediterranea. I risultati mostrano un quadro chiaro: mantenere un’alimentazione equilibrata è diventato progressivamente più costoso, con un aumento medio dei prezzi intorno al 20% nel triennio.

Più caro mangiare sano in primavera ed estate

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i costi più elevati si registrano nei mesi primaverili ed estivi. Per un uomo adulto, ad esempio, la spesa mensile supera i 200 euro nei mesi caldi, contro circa 150–160 euro in autunno e inverno. Andamenti simili si osservano per le donne adulte, con valori che passano da circa 130–156 euro nei mesi freddi fino a oltre 200 euro in quelli caldi.

Anche anziani e adolescenti seguono questa tendenza, mentre i bambini piccoli rappresentano un’eccezione: per loro, infatti, la dieta risulta più costosa nei mesi invernali. Una dinamica che, secondo i ricercatori, riflette esigenze nutrizionali specifiche e una minore flessibilità nella composizione del paniere alimentare.

Nord e Sud: divari nei prezzi e nell’accessibilità

Oltre alla stagionalità, lo studio evidenzia importanti differenze territoriali. Le province del Nord presentano prezzi medi e massimi più elevati, ma al Sud il problema riguarda soprattutto i prezzi minimi: in molte aree meridionali, il costo più basso possibile per una dieta sana risulta comunque più alto rispetto al resto del Paese.

Una possibile spiegazione è legata alla minore diffusione della grande distribuzione organizzata in alcune zone del Sud, dove la concorrenza è più limitata e le economie di scala meno sviluppate. Questo riduce le opportunità per i consumatori di accedere a prodotti a prezzi contenuti.

Mangiare sano costa di più (e non per tutti allo stesso modo)

L’analisi conferma anche una relazione diretta tra fabbisogno calorico e spesa: all’aumentare dell’età e delle esigenze energetiche cresce il costo del paniere alimentare. Nel complesso, una dieta sana può variare indicativamente tra i 100 e i 200 euro mensili a persona, a seconda della fascia d’età.

Ma il dato più rilevante riguarda l’accessibilità: non tutti hanno le stesse possibilità di sostenere economicamente un’alimentazione equilibrata. Le differenze di prezzo nel tempo e nello spazio rendono la dieta sana un obiettivo più difficile da raggiungere per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Una questione anche sociale

I risultati dello studio sottolineano come il tema dell’alimentazione non sia solo una questione di scelte individuali, ma anche di condizioni economiche e strutturali. Garantire l’accesso a una dieta sana e sostenibile, infatti, implica politiche mirate e strumenti di monitoraggio efficaci, soprattutto in un contesto di prezzi in crescita.

In altre parole, mangiare bene non è solo una questione di educazione alimentare: è sempre più una questione di possibilità economica.

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