Italia

Carni lavorate e rischio cancro: nessuna novità e troppe fake news

Carni lavorate e rischio cancro: nessuna novità e troppe fake news

In Italia il consumo medio pro capite di carni trasformate è relativamente contenuto: si parla di circa 25 grammi al giorno, una quantità nettamente inferiore a quanto può essere considerato pericoloso

21 gennaio 2026 | 16:00 | C. S.

Negli ultimi giorni sono tornate a circolare sui media e sui social network notizie secondo cui le carni lavorate, come il prosciutto cotto, sarebbero state “recentemente inserite tra i cibi cancerogeni”. Una ricostruzione che, però, non corrisponde ai fatti. Non si tratta di una nuova decisione né di un aggiornamento recente, ma di una valutazione scientifica pubblicata oltre dieci anni fa, nel 2015, dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La stessa Iarc ha confermato più volte che quella classificazione non è cambiata e che l’attuale ri-diffusione della notizia avviene spesso senza il necessario contesto temporale e scientifico, alimentando interpretazioni allarmistiche.

Nel 2015 lo Iarc condusse una revisione sistematica di centinaia di studi epidemiologici per valutare l’associazione tra il consumo di carni rosse e carni lavorate e l’insorgenza di alcune patologie oncologiche, in particolare il tumore del colon-retto. Al termine di questa analisi, le carni lavorate – tra cui rientra anche il prosciutto cotto – furono classificate nel Gruppo 1, la stessa categoria che include sostanze come il fumo di sigaretta.

Una classificazione che, tuttavia, non indica il livello di rischio per il singolo individuo né implica che tali alimenti debbano essere eliminati dalla dieta. Come ha chiarito successivamente la stessa agenzia, quella valutazione riguarda l’identificazione di un pericolo (hazard) e non la stima del rischio reale (risk), una distinzione che all’epoca non fu comunicata con sufficiente chiarezza e che contribuì a una percezione distorta del messaggio scientifico.

Un punto spesso frainteso riguarda la differenza tra rischio relativo e rischio assoluto. “Lo Iarc stimò che il consumo quotidiano di circa 50 grammi di carne lavorata fosse associato a un aumento del rischio relativo di tumore del colon-retto di circa il 18%”, ha spiegato Davide Calderone, direttore di Assica. “Ma questo dato va interpretato correttamente: a fronte di questo aumento percentuale, il rischio assoluto di sviluppare la malattia rimane estremamente basso, anche in caso di consumi superiori”.

Il vero problema, sottolineano gli esperti, non è il consumo occasionale di salumi, ma abitudini alimentari scorrette e ripetute nel tempo, uno stile di vita sedentario e una dieta complessivamente squilibrata. In Italia, inoltre, il consumo medio pro capite di carni trasformate è relativamente contenuto: si parla di circa 25 grammi al giorno, una quantità nettamente inferiore ai livelli presi in esame dallo Iarc.

A questo si aggiunge la qualità delle produzioni italiane. Uno studio condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna a partire dal 2019 ha evidenziato che il 90% dei salumi italiani era già conforme ai nuovi limiti europei sull’impiego di nitriti e nitrati, oggi definiti dal Regolamento UE 2023/2108, entrato in applicazione solo di recente. Limiti che confermano l’utilizzo di conservanti ben al di sotto delle soglie di sicurezza, con l’obiettivo primario di garantire la sicurezza alimentare dei prodotti.

“La recente ri-diffusione di questa notizia dimostra quanto sia facile che informazioni scientifiche corrette, ma decontestualizzate, generino confusione e preoccupazione ingiustificata”, ha concluso Calderone. “Per questo è fondamentale fare riferimento a fonti istituzionali autorevoli, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo Iarc, il ministero della Salute o l’Istituto Superiore di Sanità. Seguire i dati e la scienza resta il modo migliore per informare in modo equilibrato, evitando il sensazionalismo”.

Potrebbero interessarti

Italia

Pasquale Di Lena, storico collaboratore di Teatro Naturale, premiato dall'Accademia della Cucina Italiana

A essere premiato il percorso umano e professionale straordinariamente ricco, che ha coniugato ricerca, promozione territoriale, cultura gastronomica e diffusione internazionale dei valori dell’enogastronomia italiana, dimostrando una straordinaria capacità progettuale

19 settembre 2026 | 11:00

Italia

L'olivicoltura lombarda cerca il rilancio

Dal sostegno alla nuova olivicoltura alla tutela degli olivi secolari e monumentali, fino alla modernizzazione di impianti e frantoi. Il progetto presentato in Commissione regionale punta anche su olivicoltura eroica, contrasto all’abbandono e valorizzazione dell’olio prodotto con olive lombarde

19 settembre 2026 | 09:00

Italia

Fiocco Verde 2026: il fiocco che annuncia la nascita del primo olio nuovo

Dalla tradizione del fiocco per annunciare una nascita all’idea di celebrare il primo extravergine della nuova campagna olearia. Torna il Fiocco Verde di Teatro Naturale: ecco come partecipare

18 settembre 2026 | 16:30

Italia

Cambiale Frantoi Oleari: ecco cosa mette in campo il Ministero

La misura mette a disposizione prestiti da 3.500 a 50.000 euro a tasso zero, grazie all'abbattimento totale degli oneri finanziari. Il finanziamento ha una durata di cinque anni, con due anni di preammortamento

18 settembre 2026 | 15:05

Italia

Il sale marino diventa prodotto agricolo: dalla Sicilia l’annuncio alle saline dello Stagnone

Il nodo è la distinzione tra sale marino e salgemma. Il sale viene coltivato in terreni che sono agricoli, perché le saline sono terreni agricoli. Ci sono uomini che con pala e piccone levavano il sale: non si capisce perché ancora oggi venga classificato come qualcosa di diverso

18 settembre 2026 | 09:00

Italia

Misure ad hoc su liquidità e tracciabilità per la crisi dell'olio italiano

I frantoiani hanno già ricevuto 100 milioni per l'ammodernamento dei frantoi ma occorre accelerare le procedure di identificazione sulla provenienza dell'olio che viene lavorato e commercializzato, così da garantire la trasparenza del mercato

17 settembre 2026 | 14:10