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Far mangiare i bambini da soli per migliorarne la comunicazione

Far mangiare i bambini da soli per migliorarne la comunicazione

Incoraggiare i bambini a mangiare in modo autonomo fin dai primi anni potrebbe quindi favorire uno sviluppo più armonico delle competenze motorie e comunicative. Durante i pasti si attivano processi cognitivi importanti per lo sviluppo linguistico

08 marzo 2026 | 11:00 | C. S.

Mangiare da soli non è solo una conquista pratica per i bambini piccoli, ma potrebbe avere effetti importanti anche sullo sviluppo del linguaggio. Lo suggerisce un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Child Development, condotto da un gruppo internazionale di ricercatrici coordinato da istituzioni italiane come Università di Roma Tor Vergata, Sapienza Università di Roma e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Istc), in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e università straniere.

Lo studio ha coinvolto quasi 200 bambini e bambine e si è concentrato sul rapporto tra autonomia durante i pasti e sviluppo della comunicazione nei primi anni di vita. I risultati indicano che i bambini che, già intorno ai 12 mesi, mangiano più frequentemente senza l’aiuto di un adulto tendono a produrre più vocalizzazioni e gesti mentre sono a tavola.

Secondo le ricercatrici, il momento del pasto rappresenta molto più di una semplice occasione per nutrirsi. È un contesto ricco di stimoli in cui il bambino osserva i comportamenti degli adulti e degli altri familiari, li imita e partecipa attivamente alle interazioni sociali. La partecipazione ai pasti in famiglia fin dalle prime fasi dello svezzamento, in linea con il modello dell’alimentazione complementare a richiesta, favorirebbe quindi diversi aspetti dello sviluppo.

Uno degli elementi più interessanti emersi dalla ricerca riguarda gli effetti nel tempo. I dati mostrano infatti che i bambini che a un anno mangiano più spesso in autonomia hanno circa il doppio delle probabilità di produrre frasi all’età di 24 mesi.

Gli studiosi spiegano questo legame alla luce della stretta relazione tra sviluppo motorio e linguaggio nei primi due anni di vita. Manipolare il cibo, afferrare piccoli pezzi o usare le posate permette ai bambini di affinare i movimenti fini delle mani. Queste abilità motorie sono strettamente connesse alla comunicazione gestuale, fondamentale nelle prime fasi dell’acquisizione del linguaggio.

Inoltre, durante i pasti si attivano processi cognitivi importanti per lo sviluppo linguistico, come l’attenzione condivisa, l’imitazione, l’uso di strumenti, l’autoregolazione e l’apprendimento del nome degli oggetti.

Secondo le ricercatrici, incoraggiare i bambini a mangiare in modo autonomo fin dai primi anni potrebbe quindi favorire uno sviluppo più armonico delle competenze motorie e comunicative. Un’indicazione che può essere utile non solo per i genitori, ma anche per pediatri e operatori sanitari impegnati nella promozione di buone pratiche educative nella prima infanzia.

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