Italia
Bruciatura dei residui di potatura dell'olivo consentita in Lombardia
Il decreto consente quindi l’eliminazione del materiale di potatura dell'olivo tramite combustione controllata, anche nel periodo in cui normalmente vige il divieto di abbruciamento dei residui vegetali, proprio per ridurre l'inoculo di patogeni e parassiti
07 marzo 2026 | 12:00 | C. S.
Regione Lombardia rinnova anche per il 2026 la misura fitosanitaria che consente la combustione dei residui derivanti dalla potatura degli olivi negli areali olivicoli regionali. Il provvedimento, approvato dal Servizio fitosanitario regionale, riguarda in particolare i territori interessati dalle denominazioni dell’olio extravergine Garda DOP e Laghi Lombardi, dove negli ultimi anni si è registrata la presenza di diversi organismi nocivi che possono compromettere la produzione.
Il decreto consente quindi l’eliminazione del materiale di potatura tramite combustione controllata, anche nel periodo in cui normalmente vige il divieto di abbruciamento dei residui vegetali (dal 1° ottobre al 31 marzo), proprio per ridurre l'inoculo di patogeni e parassiti che svernano nelle parti legnose delle piante. La misura si applica nei territori olivicoli delle province di Brescia, Bergamo, Como e Lecco, seguendo precise modalità operative: la combustione deve avvenire tramite piccoli cumuli di materiale vegetale e nel rispetto dei limiti stabiliti dalla normativa regionale sulla qualità dell’aria. Lo comunicano gli assessori Alessandro Beduschi (Sovranità alimentare e Foreste) e Giorgio Maione (Ambiente e Clima).
“Con questo provvedimento – dichiarano gli assessori – rinnoviamo una misura attesa dagli olivicoltori del nostro territorio. Parliamo di una pratica mirata e controllata che ha una finalità esclusivamente fitosanitaria: eliminare il materiale di potatura significa ridurre la presenza di patogeni e parassiti che negli ultimi anni hanno creato problemi significativi agli oliveti. È un intervento concreto per difendere una coltura identitaria dei territori gardesani e dei laghi lombardi, che produce oli di grande qualità e rappresenta anche un elemento importante del paesaggio agricolo”.
La decisione nasce infatti dall’esigenza di conciliare la tutela dell’ambiente e della qualità dell’aria con la necessità di proteggere il patrimonio olivicolo regionale. Tra gli organismi nocivi monitorati dal Servizio fitosanitario figurano, tra gli altri, la rogna dell’olivo, diversi agenti di cancri rameali, patogeni responsabili di disseccamenti e alcune infestazioni di insetti che possono compromettere la vitalità delle piante.
“Questa misura – concludono gli assessori Beduschi e Maione – dimostra come sia possibile tenere insieme la tutela dell’ambiente e le esigenze dell’agricoltura. La deroga è limitata, controllata e motivata da ragioni fitosanitarie precise: serve a difendere il patrimonio olivicolo lombardo e a garantire la salute degli oliveti, senza abbassare l’attenzione sulla qualità dell’aria. È un esempio concreto di collaborazione tra agricoltura e ambiente per gestire in modo responsabile il territorio”.
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