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Il futuro dell'olivicoltura calabrese attraverso la valorizzazione

Il futuro dell'olivicoltura calabrese attraverso la valorizzazione

A Cirò Marina un focus su storia, paesaggio, salute e creatività gastronomica, e sull’importanza di diffondere la Carta degli Oli Extravergini DOP e IGP calabresi come strumento di qualità e consapevolezza

12 gennaio 2026 | 09:00 | C. S.

L’olivicoltura in Calabria rappresenta uno dei pilastri storici, economici e culturali dell’agricoltura regionale. Con oltre 180.000 ettari coltivati a olivo, la Calabria è tra le principali regioni olivicole d’Italia, distinguendosi per biodiversità varietale e qualità produttiva. Le cultivar autoctone, come Carolea, Ottobratica, Sinopolese, Grossa di Gerace e Roggianella, conferiscono agli oli calabresi profili sensoriali unici, caratterizzati da equilibrio, fruttato medio-intenso e note erbacee. Il clima mediterraneo, mitigato dall’influenza del mare e dalla presenza dei rilievi appenninici, favorisce una maturazione ottimale delle drupe e una buona sanità delle piante. Negli ultimi anni il settore ha avviato un processo di modernizzazione, con investimenti in frantoi ad alta tecnologia, pratiche di raccolta anticipate e attenzione alla sostenibilità ambientale. Le denominazioni DOP e IGP valorizzano l’origine territoriale e rafforzano la competitività sui mercati nazionali e internazionali. L’olivicoltura calabrese non è solo produzione, ma anche paesaggio, tradizione e identità rurale, elemento chiave per lo sviluppo delle aree interne e per l’integrazione con turismo ed enogastronomia.

L’iniziativa “La Calabria attraverso i Racconti”, ideata dall’archeo-chef Salvatore Murano, Ambasciatore culinario della Calabria, insieme a Silvestro Parise, Consultore della Regione Calabria in Germania, è stata promossa con il coordinamento dell’Associazione Regionale Cuochi Pittagorici e dell’Associazione Kalabria Italiae Mundi, in collaborazione con il CREA e l’Accademia dei Georgofili – Sezione Unione Europea.

Tema centrale dei lavori, “La cultura millenaria dell’olio extravergine di oliva in Calabria”, con un focus su storia, paesaggio, salute e creatività gastronomica, e sull’importanza di diffondere la Carta degli Oli Extravergini DOP e IGP calabresi come strumento di qualità e consapevolezza.

Dopo i saluti istituzionali, il confronto – moderato dal giornalista enogastronomico Gianfranco Manfredi – ha visto una prima sessione dedicata alla divulgazione scientifica. Le esperte del CREA Emilia Reda e Milena Verrascina hanno presentato il progetto “Oleario. Dove l’Italia lascia il segno”, mentre Elena Santilli ha approfondito il valore della Carta degli Oli come leva di innovazione in cucina. Spazio anche al ruolo dell’etichettatura alimentare, illustrato dalla biologa Gabriella Lo Feudo, e al contributo storico-artistico dell’archeologa Stefania Mancuso.

Molto apprezzato l’intervento della chef internazionale Amy Riolo, Ambasciatrice della Dieta Mediterranea, che ha raccontato l’olio extravergine di oliva come vero “oro verde” della Calabria, elemento centrale tanto nella tradizione culinaria quanto in quella medicinale. A seguire, Massimiliano Pellegrino, Capo Panel del CREA, ha guidato i partecipanti in un coinvolgente percorso sensoriale tra olio e cibo.

Nel pomeriggio, dopo una pausa conviviale ispirata al banchetto enotrio e al simposio greco, il Forum è proseguito con nuovi contributi. Il professore Daniele Castrizio ha ripercorso il valore simbolico dell’olio nell’antichità, mentre Natale Carvello, presidente del GAL Kroton, ha acceso i riflettori sulle cultivar del basso Ionio crotonese e sulle strategie di promozione territoriale. Da remoto, Lilia Infelise, presidente di ARTES, ha offerto una lettura dei dati sull’import-export dell’olio italiano in Europa.

A chiudere gli interventi, Valerio Caparelli e Thomas Vatrano hanno dedicato un focus alla straordinaria biodiversità olivicola calabrese, sottolineando il valore unico di un patrimonio ancora tutto da raccontare.

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