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Sol d'Oro sempre più internazionale per premiare la qualità degli oli extravergini di oliva

Sol d'Oro sempre più internazionale per premiare la qualità degli oli extravergini di oliva

Si sono chiusi il 24 febbraio i lavori del concorso oleario Sol d'Oro. Già svelate le Gran menzioni, resta l'attesa per i Sol di Bronzo, d'Argento e d'Oro: il 1 marzo ore 17 a Sol Expo. Il dietro le quinte del concorso di Veronafiere raccontato dal capo panel Marino Giorgetti

27 febbraio 2026 | 14:00 | Giulio Scatolini

I lavori del Sol d'Oro si sono chiusi il 24 febbraio e gli assaggiatori coinvolti nel corncorso sono già tornati a casa, in Italia o nel loro Paese d'origine.

E proprio il 24 febbraio sono stati annunciati i finalisti del concorso e le Gran Menzioni, dando l'appuntamento a Sol Expo, alle ore 17 di domenica 1 marzo presso l'area Talk di Sol Expo, per proclamare i Sol di Bronzo, d'Argento e d'Oro.

315 sono i campioni provenienti dalle parti più disparate del mondo che si sono misurati nelle varie categorie: gli extravergini suddivisi in leggeri, medi, intensi, e in unica categoria: i biologici, le Dop, gli Absolute Beginners (piccoli produttori sino ad un massimo di 1.499 litri), i Big Producers (1.000.000 di litri o un fatturato complessivo superiore ai 50 milioni di euro).

Gli oli, oltre che a provenire da tutte le nostre vocate regioni italiane, arrivano anche da: Croazia, Giordania, Grecia, Libano, Portogallo, Slovenia, Spagna, Turchia

Teatro Naturale che ha seguito, come sempre, le varie fasi del Concorso in diretta, con il suo “Diario di bordo”, chiude in bellezza con delle domande al Capo panel e “motore mobile e immobile” del concorso è il Dottor Marino Giorgetti, abruzzese, inventore del concorso Sol d’Oro, che da sin dal primo anno dirige, con autorevolezza e passione, la prestigiosa competizione.

Come ha trovato l’esperienza di questa edizione di Sol d’Oro rispetto a quelle delle passate edizioni? Scelga il solo termine più consono e calzante: innovativa, oltre le aspettative, nella norma, elettrizzante, deludente, visionaria

Elettrizzante. Ogni edizione, nonostante siamo arrivati alla ventiquattresima, nasconde un mondo di emozioni per le diversità degli oli e per il coinvolgimento degli assaggiatori che, provenendo da diverse parti del mondo, apportano professionalità e nel contempo gioia per ciò che regala il meraviglioso mondo dell’analisi sensoriale.

Ha notato un diverso modo interpretativo degli oli in base alla provenienza internazionali degli assaggiatori.

Come ho detto precedentemente la professionalità degli assaggiatori è elevata per cui l’apprezzamento della qualità degli oli è una loro costante che naturalmente poi si può esplicare in qualche minima differenza di valutazione data appunto dal contesto della grande internazionalizzazione che ha la produzione degli oli extravergini di oliva.

Rispetto alle passate edizioni la qualità degli oli di questa annata come le è sembrata?

Io mi chiedo sempre come facciano i produttori, con le grandi incertezze che hanno le varie campagne oleicole, a riservarci (nel concorso) oli di una qualità così elevata che sembra appunto annientare quell’incertezza e rendere tutte le annate meravigliose. 

Cosa, a livello operativo e organizzativo, della “macchina” SOL D’ORO 2026 l’ha più colpita e impressionata? 

Ormai la macchina organizzativa è così “oleata” che difficilmente presenta problemi e l’aver reso informatizzato già da qualche anno l’intero svolgimento del concorso ha sicuramente reso migliore tutto l’iter (ricordo che siamo l’unico concorso al mondo interamente in blind testing sotto la super visione di un notaio) al quale ci si abitua subito rendendo molto più agevole il lavoro di tutti gli assaggiatori e naturalmente anche di chi sta dietro le quinte.

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