Italia
Sol d'Oro: dal sud Italia all'estremo oriente per valorizzare l'olio extravergine di oliva di eccellenza
Ecco il terzo gruppo di assaggiatori del Sol d'Oro: Simone De Nicola (Basilicata), Na Xie (Cina), Miciyo Yamada (Giappone), Milena Bucar Miklavic (Slovenia), Giuseppe Giordano (Calabria). Il problema? Una certa tendenza all’omologazione dei profili sensoriali
25 febbraio 2026 | 16:00 | Giulio Scatolini
A “singolar tenzone ed assaggio”, come tutti gli anni, si sfidano a Verona, in attesa della primavera, tutti gli oli del mondo che vogliono misurarsi con la vera qualità.
Il concorso, come già detto, rappresenta l’anteprima di Sol Expo il salone internazionale dell’olio d’oliva che quest’anno si terrà dal 1 al 3 marzo, naturalmente a Verona.
315 sono i campioni provenienti dalle parti più disparate del mondo che vogliono misurarsi nelle varie categorie: gli extravergini suddivisi in leggeri, medi, intensi, e in unica categoria: i biologici, le Dop, gli Absolute Beginners (piccoli produttori sino ad un massimo di 1.499 litri), i Big Producers (1.000.000 di litri o un fatturato complessivo superiore ai 50 milioni di euro).
Gli oli, oltre che a provenire da tutte le nostre vocate regioni italiane, arrivano anche da: Croazia, Giordania, Grecia, Libano, Portogallo, Slovenia, Spagna, Turchia
Teatro Naturale che ha seguito, come sempre, le varie fasi del Concorso in diretta, con il suo “Diario di bordo”, vi presenta ora gli ultimi 5 dei 16 assaggiatori/trici.
Capo panel e “motore mobile e immobile” del concorso è il Dottor Marino Giorgetti, abruzzese, inventore del concorso Sol d’Oro, che da sin dal primo anno dirige, con autorevolezza e passione, la prestigiosa competizione.
Il terzo gruppo di 5 assaggiatrici/tori intervistate/i sono:
Simone De Nicola (Basilicata), Na Xie (Cina), Miciyo Yamada (Giappone), Milena Bucar Miklavic (Slovenia), Giuseppe Giordano (Calabria)
Che cosa ne pensa del Sol d’Oro come concorso?
Simone De Nicola (Basilicata): Concorso molto prestigioso e selettivo a livello internazionale per l’olio extravergine di Oliva. Lo dimostra anche la giuria sempre diversificata con presenza di panel Leder stranieri.
Na Xie (Cina): Per il sistema di valutazione professionale e imparziale, SOL occupa una posizione di grande rilievo nel panorama delle competizioni internazionali dedicate all'olio d'oliva. Quest'anno, in particolare, abbiamo assistito a un aumento delle candidature provenienti da un numero maggiore di paesi, oltre alla presenza di una giuria composta da esperti di degustazione provenienti da otto nazioni, che ha contribuito a rendere l'internazionalità una nuova caratteristica distintiva dell'evento.
Miciyo Yamada (Giappone): Sol d'Oro è il concorso più accademico e di più alto livello al mondo. Nel settore dell’olio d’oliva internazionale, rappresenta il punto di riferimento e l’indicatore dell’annata
Milena Bucar Miklavic (Slovenia): Apprezzo moltissimo questa competizione, perché è caratterizzata all'alta professionalità del presidente della giuria, il dott. Giorgetti, e dei degustatori selezionati con i quali ho avuto l'opportunità, in tutti questi anni, di scambiare esperienze internazionali estremamente ricche nel campo dell'olivicoltura e dell'olio d'oliva. La competizione è eccellentemente organizzata con un forte accento sulla garanzia della tracciabilità e dell'anonimato. I degustatori abbiamo la possibilità di verificare la nostra ripetibilità e anche la comparabilità, poiché seguiamo i campioni vincitori dalla prima selezione, alla selezione dei 15 e poi alla scelta del migliore tra i 5 campioni.
Giuseppe Giordano (Calabria): Conoscendo molto bene il Sol d’Oro, essendo membro della giuria fin dalla prima edizione e avendo partecipato a numerosi altri concorsi oleari nazionali e internazionali, posso affermare con certezza che si tratta del concorso più rigoroso e selettivo. Pur mantenendo standard elevatissimi in termini di procedure e serietà, il Sol d’Oro è il concorso che “premia meno di tutti”. Ed è proprio questo a fare la differenza: chi cerca un riconoscimento facile può rivolgersi ad altri concorsi; chi invece vuole dimostrare di produrre vera qualità deve misurarsi con il Sol d’Oro. Gli oli vincitori, infatti, vengono sottoposti a cinque diverse fasi di selezione, un percorso che garantisce che ogni olio premiato o insignito di una Gran Menzione sia realmente di qualità eccellente.
Come ha trovato gli oli sino ad ora assaggiati?
Simone De Nicola (Basilicata): La qualità ormai è garantita e costante in considerazione di una tecnologia sempre più diffusa e ricercata. Diventa sempre più difficile decretare il migliore, sono tutti molto buoni.
Na Xie (Cina): Con un numero maggiore di paesi che hanno presentato campioni quest'anno e una qualità complessiva eccezionalmente elevata, la competizione si è rivelata molto agguerrita. Ciononostante, in qualità di giudici, abbiamo apprezzato moltissimo l'esperienza di degustazione.
Miciyo Yamada (Giappone): È evidente come oli extravergini d’oliva di livello molto elevato si concentrino in questa competizione, Sol d'Oro, a testimonianza del suo prestigio e della sua eccellenza.
Milena Bucar Miklavic (Slovenia): Gli oli vincenti sono di altissima qualità, freschi, puliti, complessi, con l'amaro e il piccante adeguati, e soprattutto molto equilibrati in qualità, tanto che a volte è molto difficile decidere a chi assegnare qualche punto in più.
Giuseppe Giordano (Calabria): Una piccola parte degli oli presentava difetti organolettici, mentre altri non avevano le caratteristiche sensoriali necessari per proseguire: è un esito naturale nella prima fase di selezione. Superato questo primo screening, però, i campioni rimasti si sono rivelati di alta qualità sensoriale. L’esperienza maturata in tutti questi anni mi porta a osservare una certa tendenza all’omologazione dei profili sensoriali, probabilmente legata all’elevato livello tecnologico raggiunto dall’industria di trasformazione. Fortunatamente, la biodiversità continua a giocare un ruolo fondamentale: trattandosi di oli provenienti da molte aree del mondo, la componente varietale riesce ancora a imprimere caratteristiche sensoriali molto diverse tra loro. Tuttavia, sembra che sempre più spesso la sfida si giochi soprattutto tra note di mandorla e pomodoro. Nota di colore, sembra che per la prima volta l’intensità dell’amaro prevale su quella del piccante.
Com'è stata la stagione produttiva nella sua regione?
Simone De Nicola (Basilicata): In Basilicata è stata un’ottima annata rispetto agli anni passati e sono convinto che gli investimenti su cultivar differenti sarà garanzia, negli anni futuri, di qualità eccellenti.
Na Xie (Cina): Provengo dalla Cina, dove l'olio d'oliva dipende attualmente in larga misura dalle importazioni, anche se la coltivazione interna di olivi è in graduale espansione. Ad oggi, la superficie nazionale coltivata ammonta a 145.333 ettari. Il raccolto dello scorso anno, influenzato dalle condizioni climatiche, ha prodotto circa 1,1 milione di quintali di olive, con una resa di circa 12.000 quintali di olio. Vengono coltivate quasi 20 varietà, tra cui cultivar mediterranee primarie e varietà sviluppate localmente
Miciyo Yamada (Giappone): In Giappone la produzione di olio d’oliva è estremamente limitata; tuttavia, stanno emergendo gradualmente produttori coraggiosi che affrontano con determinazione le difficoltà climatiche.
Milena Bucar Miklavic (Slovenia): In Slovenia, la raccolta di quest'anno, dopo 2 anni, è finalmente abbondante in quantità; in alcune località sono stati rilevati problemi dovuti all'attacco della mosca dell'olivo e si confermano sempre di più grandi difficoltà nella coltivazione biologica a causa della scelta dei mezzi di protezione disponibili per gli olivicoltori. Possiamo parlare di una raccolta di qualità media, ma ci sono produttori che hanno ottenuto oli di qualità eccellente.
Giuseppe Giordano (Calabria): In Calabria la campagna olearia è stata molto positiva, seppur fortemente influenzata da temperature elevate, protrattesi dalla primavera fino all’autunno inoltrato, e da una siccità persistente. Se da un lato queste condizioni hanno limitato la diffusione della mosca olearia, dall’altro hanno comportato una riduzione delle rese in olio e un abbassamento dell’intensità dei fruttati. Dal punto di vista produttivo, fatta eccezione per la provincia di Reggio Calabria e, in parte, per quella di Vibo Valentia, il resto della regione ha registrato risultati molto positivi, tanto che numerosi frantoi hanno lavorato fino a gennaio. La qualità degli oli è medio-alta, con profili sensoriali caratterizzati da fruttati leggeri o medi di oliva verde, erba e mandorla, mentre amaro e piccante si collocano su intensità medie. Spiccano diversi punti di eccellenza negli oli ottenuti da raccolte precoci, che hanno espresso maggiore freschezza, fruttati più intensi e note di foglia, carciofo e verdure acerbe, accompagnate da amari e piccanti più marcati, conferendo così maggiore corpo e struttura.
Per quanto riguarda la tua esperienza, come ti confronti con altri degustatori di altre regioni e nazioni?
Simone De Nicola (Basilicata): Il confronto arricchisce sempre l’animo e la mente e per noi assaggiatori l’olio di qualità diventa sempre un punto di incontro e racconti.
Na Xie (Cina): All'interno di una giuria altamente internazionale di esperti di olio d'oliva, background e contesti diversi portano naturalmente a prospettive diverse sui criteri di valutazione. Ciò rappresenta un'ottima opportunità di scambio, discussione e apprendimento, in particolare per chi, come me, proviene da un Paese asiatico al di fuori delle principali regioni di produzione del Mediterraneo. Praticamente tutte le varietà mi sono sconosciute, quindi devo familiarizzarmi a fondo con le loro caratteristiche fondamentali. Pertanto, ogni giudice funge sia da collega che da mentore.
Miciyo Yamada (Giappone): Nella giuria del Sol d'Oro sono tutti assaggiatori di grande valore, con una vasta esperienza maturata nei rispettivi paesi. Poter assaggiare insieme a loro è per me un grande onore e rappresenta un’importante occasione di apprendimento. Sono sicura che il nostro capo panel Marino Giorgetti Selezioni gli assaggiatori con uno sguardo estremamente rigoroso e criteri molto severi.
Milena Bucar Miklavic (Slovenia): Il grande vantaggio di questa competizione è proprio lo scambio di esperienze con i degustatori. È un'opportunità in cui si possono condividere temi professionali e di ricerca in tutta la filiera dell'olio d'oliva e offre occasioni uniche per il trasferimento di conoscenze da diverse aree di produzione, oltre alla buona compagnia.
Giuseppe Giordano (Calabria): Il Sol d’Oro emisfero nord ed emisfero sud in tutti questi anni ha unito i popoli. Il rispetto e l’amicizia che si crea in questi contesti tra i vari capi panel provenienti dai vari continenti è emozionante dal punto di vista umano, mentre sotto l’aspetto professionale è altamente qualificante. Scambiare pareri, opinioni, punti di vista su svariate materie tecniche, sulla normativa rappresenta un momento di conoscenza permettendo di crescere professionalmente.
Vi invitiamo alla lettura, domani, della prossima puntata …
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