Italia
Le forti limitazioni all'utilizzo dell'urea in agricoltura
I ministeri della sovranità alimentare e dell'ambente hanno 6 mesi di tempo per adottare una proposta condivisa inerente il divieto, esclusivamente per le Regioni del bacino padano, di impiegare l'urea a partire dal 1° gennaio 2028
08 gennaio 2026 | 09:00 | C. S.
La limitazone all’uso dell’urea in agricoltura nasce dall’esigenza di ridurre l’impatto ambientale dei fertilizzanti azotati e di rendere i sistemi produttivi più sostenibili. L’urea è da decenni uno dei concimi più utilizzati grazie al basso costo e all’elevata concentrazione di azoto, elemento fondamentale per la crescita delle colture. Tuttavia, il suo impiego comporta importanti criticità ambientali.
Quando l’urea viene distribuita sul suolo, una parte significativa dell’azoto può andare persa sotto forma di ammoniaca, un gas che contribuisce all’inquinamento atmosferico e alla formazione di polveri sottili. Inoltre, l’azoto non assorbito dalle piante può trasformarsi in nitrati e finire nelle acque superficiali e sotterranee, causando eutrofizzazione e problemi alla qualità dell’acqua potabile. Per questi motivi, le politiche agricole e ambientali più recenti puntano a limitare o vietare l’uso dell’urea tradizionale, soprattutto se non accompagnata da tecniche di riduzione delle perdite.
Il divieto non ha solo una valenza ambientale, ma anche sanitaria e climatica: la riduzione delle emissioni di ammoniaca e di gas serra legati alla fertilizzazione è coerente con gli obiettivi di tutela della salute pubblica e di contrasto al cambiamento climatico. Allo stesso tempo, però, questa scelta pone delle sfide agli agricoltori, che devono affrontare costi maggiori e rivedere le proprie pratiche agronomiche.
Le alternative esistono: fertilizzanti a lenta cessione, urea stabilizzata con inibitori, concimi organici e una gestione più precisa della fertilizzazione basata sui reali fabbisogni delle colture. Il divieto dell’urea, quindi, non va letto solo come una limitazione, ma come un’opportunità per innovare l’agricoltura, migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse e rendere la produzione alimentare più compatibile con la tutela dell’ambiente.
Uso dell'urea in agricoltura in Italia
Il 20 giugno 2025 è stata accolta la richiesta della Conferenza Unificata Stato-Regioni di far partire il divieto di uso di urea in certe aree solo dal 1° gennaio 2028 quando si dovranno applicare i nuovi programmi di sviluppo rurale 2028-2034.
Il "Piano di azione per il miglioramento della qualità dell'aria" approvato in Consiglio dei Ministri interviene sul "Divieto Utilizzo Urea". I due ministeri referenti (Mase e Masaf) hanno adesso 6 mesi di tempo per adottare una proposta condivisa inerente il divieto, esclusivamente per le Regioni del bacino padano, di impiegare l'urea a partire dal 1° gennaio 2028.
La richiesta fa esplicito riferimento al termine "divieto" anche perché il tutto è collegato ad incentivare l'impiego dei "fertilizzanti organici (digestato agrozootecnico e agroindustriale ai sensi del decreto ministeriale n. 5046/2016, reflui zootecnici e biochar) e dei fertilizzanti di sintesi chimica alternativa.
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