Italia
Vaste irregolarità in Abruzzo: l'operazione "Lampante" smaschera un frantoio illegale
Sono state sequestrate due cisterne con 2.500 kg di olio dichiarato extravergine, ma in realtà classificato come olio lampante, quindi non idoneo al consumo umano. È stato scoperto un impianto oleario completamente abusivo, privo di autorizzazioni
17 dicembre 2025 | 10:30 | C. S.
L’operazione “Lampante”, condotta tra ottobre e novembre dal Nucleo Carabinieri Forestale di Villa Santa Maria con il coordinamento del Gruppo Forestale di Chieti, ha portato alla luce un ampio sistema di irregolarità nel settore oleario della provincia di Chieti, toccando aspetti ambientali, alimentari e di sicurezza sul lavoro.
Sintesi dei risultati principali dell’indagine:
I controlli hanno riguardato tutte le fasi della produzione dell’olio:
- raccolta e molitura delle olive,
- tracciabilità del prodotto finito,
- sicurezza dei lavoratori,
- gestione dei reflui.
È stato utilizzato anche un drone per monitorare impianti sospetti e individuare scarichi non autorizzati o attività non dichiarate.
Sono state sequestrate due cisterne con 2.500 kg di olio dichiarato extravergine, ma in realtà classificato come olio lampante, quindi non idoneo al consumo umano.
Il titolare è stato denunciato ai sensi dell’art. 516 C.P. per vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine.
Nel sistema SIAN erano registrate giacenze di olio “extravergine” non conforme. Molte confezioni di olio erano prive delle informazioni obbligatorie, mettendo a rischio trasparenza e tutela dei consumatori.
Sono state irrigate sanzioni per oltre 40.000 euro e 30 diffide.
In un impianto produttivo sono emerse gravi violazioni ambientali:
- acque meteoriche convogliate direttamente nella rete fognaria senza autorizzazione,
- fori di scolo che permettevano lo sversamento diretto di liquidi su suolo e cunette stradali,
- deposito illecito di fanghi (30.000 kg) e sanse esauste su 1.500 m² di terreno.
Frantoio clandestino
È stato scoperto un impianto completamente abusivo, privo di autorizzazioni:
- operava fuori da ogni controllo sanitario e ambientale,
- è stato posto sotto sequestro preventivo,
- sequestrate tonnellate di sansa e acque di vegetazione con rischio di contaminazione del suolo.
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