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Un brindisi col Prosecco è davvero un rischio per la salute?

Un brindisi col Prosecco è davvero un rischio per la salute?

Nessun pesticida o inquinante ha superato i limiti di legge ma tutte le 15 bottiglie di Prosecco hanno superato il limite dei 10mila ng/l di TFA. Una soglia che diventerà vincolante per l’acqua potabile nel nostro paese a partire dal 12 gennaio 2027

04 dicembre 2025 | 13:00 | C. S.

Tra i quattro Prosecco bocciati dal test il Salvagente ci sono anche nomi famosi e importanti: Mionetto, Carpenè Malvolti, Bolla e Allini.

Ma tutte le 15 bottiglie di Prosecco esaminate per residui di fitofarmaci e contaminanti avevano residui di TFA da 3,8 a 6 volte superiori al limite che di 10 mila ng/l stabilito per l'acqua potabile in Italia e in vigore dal 12 gennaio 2027.

Il TFA, spiegano gli esperti, può restare nell’ambiente per migliaia di anni, non è filtrabile con i sistemi convenzionali e si diffonde facilmente nell’acqua, nel suolo e nell’atmosfera.

Si tratta di un metabolita (una sostanza che si forma durante la degradazione) delle sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), che sono ampiamente utilizzate in particolare negli insetticidi, nei fungicidi e negli erbicidi. Roberto Pinton, esperto di diritto alimentare e di agricoltura biologica, approfondisce: “Dal 2010 la frequenza delle rilevazioni di questi metaboliti si è impennata, con i vini delle vendemmie dal 2021 al 2024 che presentano livelli medi di 122mila nanogrammi/l, ma anche picchi di oltre 300mila. Più aumenta l’utilizzo di pesticidi fluorurati, più aumenta la presenza di residui. Le sostanze fluorurate rappresentano due terzi dei nuovi principi attivi introdotti nel mondo dal 2015 a oggi”.

In tutte abbiamo trovato residui di pesticidi e di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), i cosiddetti inquinanti per sempre, diversi dei quali sono classificati come potenziali cancerogeni, interferenti endocrini, o collegati a patologie epatiche, cardiovascolari e riproduttive.  Nel caso dei pesticidi, nessuna delle sostanze superava i limiti massimi di residui stabiliti dalla legge, ma di certo vedere fino a 10 tipi diversi di principi attivi nella stessa bottiglia non è una buona notizia. A maggior ragione se consideriamo che sull’effetto cocktail di  più sostanze dannose la comunità scientifica si interroga da anni. A proposito, invece, di Denominazioni d’origine, rispetto ai due tipi di sostanze che abbiamo cercato, non abbiamo trovato particolari differenze quantitative nei Docg rispetto al Doc.

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