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Il riconoscimento IGP Fragola della Basilicata, il primo su questo frutto in Italia

Il riconoscimento IGP Fragola della Basilicata, il primo su questo frutto in Italia

La ricerca dalla genetica delle piante con i dati storico-topografici, antropologici, archeologici e linguistici fino alla validazione storico-culturale delle varietà ha permesso di recuperare evidenze su una consapevolezza nell’uso e del gusto della fragola in Basilicata

26 novembre 2025 | 10:00 | C. S.

Con il contributo del Cnr, per la prima volta in Italia la fragola (Fragaria x ananassa), con 22 varietà e un territorio tradizionalmente e particolarmente vocato (la Basilicata e nello specifico il Metapontino), ha ricevuto dall’Unione europea il riconoscimento a marchio IGP (Reg. UE 2025/2239).

Il disciplinare rappresenta un modello, per un settore che negli anni ha visto sempre respingere le candidature di tutela delle denominazioni.

Il Comitato promotore, che riunisce tutte le Organizzazioni di Produttori Ortofrutticoli della Basilicata, e l’Azienda agricola sperimentale ALSIA di Pantanello (Bernalda, MT), specializzata nel settore, hanno chiesto tramite della Direzione Generale Agricoltura (Regione Basilicata) la disponibilità dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr Ispc) per la redazione del disciplinare e del fascicolo tecnico sulle questioni della storicità della fragola in Basilicata, del legame con il territorio.

Più in generale, si è trattato anche della valutazione giuridica e culturale della denominazione proposta, nonché della revisione complessiva degli elaborati e delle risposte alle osservazioni del Ministero competente. L’esperienza maturata dal gruppo di ricerca del Cnr Ispc  della sede di Potenza composto da Agata Maggio, Annarita Sannazzaro e coordinato dal Stefano Del Lungo, nella combinazione della genetica delle piante con i dati storico-topografici, antropologici, archeologici e linguistici, e nella validazione storico-culturale delle varietà (iscrizione a registro e tutela delle pratiche di coltivazione), ha permesso di recuperare evidenze su una consapevolezza nell’uso e del gusto della fragola, in Basilicata, a partire dalla Fragola di bosco (Fragaria vesca, L.) dal pieno V secolo a.C. in avanti, attraverso l’impiego nella farmacopea e in coltura promiscua con la vite, sino alla sperimentazione tra la fine del XIX secolo e il decennio 1960-70. Il successo raggiunto ha ottenuto per il Cnr, già in corso d’opera, una nota di encomio da parte della Regione Basilicata (AOO Giunta, Reg. Uff., prot. n. 94623 del 18.04.2024).

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