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Cereali: ponte tra Italia e Messico nel nome della ricerca

Cereali: ponte tra Italia e Messico nel nome della ricerca

L’accordo prevede quattro pilatri strategici: sviluppo di nuove varietà adatte ai cambiamenti climatici, interscambio tecnologico e metodologico, condivisione di dati e risorse, formazione e mobilità

30 settembre 2025 | 11:00 | C. S.

“La firma di questo accordo consente a noi e ai colleghi del CIMMYT, eredi rispettivamente del grande patrimonio di Strampelli e di Borlaug, di unire le forze per cereali – alimento alla base della dieta dell’umanità - sempre più produttivi e resilienti al cambiamento climatico, mettendo a frutto le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e dall’avanzamento delle conoscenze”. 

Così Andrea Rocchi, presidente CREA, oggi in occasione della firma del Memorandum di Intesa con CIMMYT – il Centro Internazionale di Miglioramento del Mais e del Grano, con sede in Messico -finalizzato ad ottenere nuove cultivar di frumento che si adattino meglio alle nuove condizioni ambientali e climatiche, con l’obiettivo di rafforzare e difendere le rispettive filiere cerealicole nazionali.

“Questa partnership rappresenta un’opportunità straordinaria per unire l’esperienza globale del CIMMYT nello sviluppo di varietà di frumento resilienti a climi aridi e caldi con la lunga tradizione del CREA nella conoscenza dell’ambiente mediterraneo e degli elevati standard qualitativi dell’industria pastaia italiana», ha dichiarato Karim Ammar, Responsabile del programma del grano duro del CIMMYT.

Il CIMMYT è leader mondiale nella ricerca su mais e frumento, parte dell’organizzazione internazionale CGIAR (Consultative Group for International Agricultural Research), ma è anche l’erede del Premio Nobel per la Pace Norman Borlaug, padre della "Rivoluzione Verde”, che ha salvato milioni di persone dalla fame. La sua banca del germoplasma è la più importante del pianeta e la sua missione, pur focalizzata sul Sud del mondo, prevede la libera condivisione di materiali genetici avanzati anche con Paesi come l’Italia. Molte delle varietà di grano duro coltivate in Italia derivano, direttamente o indirettamente, dal materiale genetico prodotto dal CIMMYT in Messico.

Il CREA, con il suo centro Cerealicoltura e Colture Industriali, rappresenta ancora oggi il fulcro della ricerca italiana sulla filiera del grano duro e raccoglie la tradizione secolare del miglioramento genetico italiano, iniziata dal genio di Nazareno Strampelli. Il grano "Senatore Cappelli", creato a Foggia, ha rivoluzionato l’agricoltura italiana del ‘900, e il suo DNA è presente nell’80% dei grani duri coltivati nel mondo.

L’accordo prevede quattro pilatri strategici: sviluppo di nuove varietà, interscambio tecnologico e metodologico, condivisione di dati e risorse, formazione e mobilità. 

Il materiale genetico d’eccellenza del CIMMYT, adattato a climi aridi e caldi, si unirà con l’esperienza del CREA nel selezionare varietà adatte all’ambiente mediterraneo e confacenti alle esigenze qualitative dell’industria pastaia italiana. Sarà predisposto l’accesso reciproco ai protocolli più innovativi per la selezione assistita da marcatori, la selezione genomica e le tecniche agronomiche sostenibili, quali, agricoltura conservativa, gestione dell’acqua e dei nutrienti. Verrà potenziato lo scambio, già esistente ma informale, di linee genetiche promettenti. Ciò permetterà ai ricercatori italiani di avere a disposizione un bacino di diversità genetica enormemente più vasto per i loro programmi di breeding. Infine, sarà costituito un "ponte" permanente tra Italia e Messico per ricercatori, dottorandi e tecnici per garantire un aggiornamento costante delle competenze e la formazione di una nuova generazione di genetisti italiani di profilo internazionale.

 

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