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L'olio extravergine di oliva di Coratina merita rispetto: abbassare gli steroli totali

L'olio extravergine di oliva di Coratina merita rispetto: abbassare gli steroli totali

Un pericoloso quanto equivoco messaggio con il quale si vorrebbe far passare il messaggio che l'Italia sarebbe una centrale di frodi e sofisticazioni dell'olio nonostante alcuni noti marchi di aziende olearie italiane siano in mano di gruppi spagnoli

16 giugno 2025 | 13:00 | C. S.

"Il Comitato Prodotti di Base del Consiglio dell'Unione Europea, nella seduta del 20 maggio scorso ha deciso di approvare l'abbassamento dei limiti degli steroli totali per gli oli extravergini di oliva monovarietali di Nocellara del Belice e di Koroneiki escludendo, clamorosamente, quello di coratina nonostante le sue accertate qualità organolettiche e chimico-fisiche".

Lo dichiara, in una nota il dott. per. agr. Benedetto Miscioscia, ex assessore alle Attività Produttive e all'agricoltura della Città di Andria, ex Coordinatore Città dell'Olio della Puglia ed ex vice presidente nazionale delle Città dell'Olio.

"Gli steroli sono noti per la loro capacità di contribuire alla riduzione dei livelli di colesterolo cosiddetto "cattivo" (LDL). Una decisione che non esclude il coinvolgimento interessato della Spagna, paese produttore di circa il 50% dell'olio mondiale con l'inaspettato appoggio della Germania. L'esclusione dalla deroga dei 1000 mg/kg. comporterebbe per l'olio di oliva coratina, in base al Reg. CEE 2568/91 approvato quasi trentacinque anni orsono, la classificazione commerciale di "olio di qualità sensoriale e salutistica inferiore". Un vero affronto, nonostante sia considerato come più volte ribadito nei suoi interventi dal prof. Maurizio Servili, professore ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari, il campione tra gli oli extravergini italiani. Questa esclusione penalizza, sotto il profilo commerciale, centinaia di produttori che al riguardo hanno bisogno di una risoluzione urgente per fare anche chiarezza su alcune voci circolate, secondo cui l'Italia parrebbe interessata ad abbassare il limite degli steroli per favorire la deodorazione dell'olio vergine di oliva. Un pericoloso quanto equivoco messaggio con il quale si vorrebbe far passare il messaggio che l'Italia sarebbe una centrale di frodi e sofisticazioni dell'olio nonostante alcuni noti marchi di aziende olearie italiane siano in mano di gruppi spagnoli, andando a sminuire il lavoro che l'IQRF (Ispettorato Repressione e Frodi) sta svolgendo proficuamente nel nostro Paese in materia di contrasto alle frodi in campo oleario. Rimane, comunque, la contraddizione sulla ipotetica motivazione con la quale per un verso si decide di abbassare il limite degli steroli ammessi per la varietà di oliva italiana Nocellara del Belice e per la varietà di oliva greca Koroneki nonostante non riescano a superare addirittura la quantità di 900 mg/kg., diversamente da quello di coratina che di steroli ne arriva a contenerne all'incirca 950 mg/Kg.. Di fronte a questa palese valutazione qualcuno deve delle spiegazioni ad iniziare dal COI e dai suoi esperti chimici che avrebbero dato il via libera alla deroga per gli altri due oli l'olio negandola per l'olio d'oliva di coratina".

"La conseguenza -prosegue Miscioscia- è che anche per la prossima campagna olearia 2025/2026, il limite degli steroli per classificare l'olio extravergine di oliva Coratina di "qualità superiore", rimane fissato a 1000 mg/kg. Una vera e propria beffa per i nostri olivicoltori e produttori di olio extravergine di coratina in difesa dei quali dovrebbero mobilitarsi le organizzazioni di categoria sostenute dai nostri rappresentanti parlamentari europei e italiani del territorio ma anche dal Governo per chiedere lumi su questo "sospetto" ostracismo manifestato nei confronti dell'olio extravergine di coratina. Un discesa in campo decisa ed autorevole contro un sopruso ed una discriminazione intollerabile ed inqualificabile che si sta perpetrando a danno dei nostri produttori di olio d'oliva coratina, tenuto conto della rilevante valenza economica e produttiva rappresentata dalla filiera olearia pugliese ed in particolare di quella di Bari e Bat. Sarebbe giusto capire quali siano i motivi ostativi per tale riconoscimento che sa di beffa per i nostri produttori costretti non solo a dover affrontare e contrastare il pericolo Xylella e le estirpazioni di olivi per far posto ai più remunerativi campi fotovoltaici, ma a subire pure l'ostruzionismo sui limiti degli steroli ammessi per il riconoscimento dell'olio extravergine di "qualità superiore" nonostante sia particolarmente ricercato dall'industria olearia per la bassa acidità e l'alto contenuto di polifenoli, confermando la sua qualità ed importanza nel campo del mercato oleario non solo italiano. Altro che deodorazione e frode".

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