Italia
Una Strategia nazionale agricola per le aree interne
Tra le maggiori criticità restano lo spopolamento, l'invecchiamento della popolazione e una crescita imprenditoriale più lenta e frammentata rispetto ai centri urbani
23 gennaio 2025 | 15:00 | C. S.
Prende forma la Strategia nazionale agricola per le aree interne. Illustrati oggi al Masaf i primi risultati delle analisi territoriali del progetto messo in campo dal ministero dell'Agricoltura, sovranità alimentare e foreste in collaborazione con Unioncamere. Alla presentazione sono intervenuti il ministro Francesco Lollobrigida, il sottosegretario Luigi D'Eramo e il presidente di Unioncamere Andrea Prete. I dati rappresenteranno la base del lavoro che verrà portato avanti nei prossimi mesi, coinvolgendo tutti i soggetti interessati. Tra le maggiori criticità emerse nell'analisi a cura del Centro Studi dell'Istituto Tagliacarne-Unioncamere restano lo spopolamento, l'invecchiamento della popolazione e una crescita imprenditoriale più lenta e frammentata rispetto ai centri urbani. Tanti però anche i punti di forza: il ruolo da protagonista dell'agricoltura (il 46% delle imprese agroalimentari italiane è situata nelle aree interne dove si concentra oltre il 50% della superficie agricola utilizzata del Paese), la maggiore vocazione al biologico, la maggiore presenza di imprese a conduzione femminile e giovanile (rispettivamente il 25% e il 9,2%). Le aree interne rivestono inoltre un ruolo cruciale per la biodiversità, vi si trova circa il 70% delle superfici boschive nazionali e hanno ampi margini di crescita per quanto concerne il turismo sostenibile.
"Le aree interne sono il cuore dell'Italia e mantenerle vive significa preservare la vitalità di tutto il Paese - ha ricordato il sottosegretario D'Eramo -. L'obiettivo è garantire ai giovani il diritto a restare e mettere in condizione gli agricoltori di continuare ad essere i custodi di questi territori che vantano produzioni agricole di pregio, con una elevata tipicità. Quello che stiamo portando avanti al Masaf è un progetto di lungo respiro ed è importante che sia un lavoro corale con il coinvolgimento degli altri ministeri interessati e di tutti i soggetti coinvolti. L'obiettivo è un modello che parta dall'agricoltura delle aree interne e di montagna e che contribuisca al suo sviluppo".
"L'Unioncamere e le Camere di commercio, da sempre impegnate nel supporto alle imprese, hanno con il Ministero un rapporto molto stretto - ha sottolineato il Presidente Prete - e siamo orgogliosi di poter fornire numeri ed analisi sulle imprese utili per effettuare le scelte politiche nelle condizioni migliori".
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