Italia
Un industriale oleario alla guida del Consorzio dell'olio di oliva Igp Campania
Insediato il nuovo Consorzio che punta a fare dell’olio campano un marchio riconoscibile, tracciabile e certificato. Sabino Basso sarà presidente e Veronica Barbati vicepresidente
26 maggio 2025 | 15:00 | C. S.
È stato ufficialmente costituito il Consorzio per l’Olio Extravergine di Oliva della Campania Igp, con la firma degli atti notarili che danno il via al percorso per ottenere la prestigiosa certificazione europea di Indicazione Geografica Protetta. Un progetto ambizioso che punta a fare dell’olio campano un marchio riconoscibile, tracciabile e certificato, capace di unire produttori grandi e piccoli sotto un’unica bandiera.
Alla guida del Consorzio è stato nominato Sabino Basso, designato dall’azienda “Basso Fedele e figli”, mentre la vicepresidenza è affidata a Veronica Barbati, presidente di Coldiretti Avellino e dell’Aprol Campania. Al loro fianco siedono in consiglio Angelo Petolicchio, Antonio Naimoli, Michele Russo, Nicola Perretta, Virginio Bianco, Umberto Comentale, Armando Di Giambattista e Polidoro Dell’Orto. Tra i soci fondatori figurano anche Antonio Casazza dell’azienda agricola Casazza e Donato Letteriello, presidente di Evo Campania.
"Sono contentissimo di questa nomina – ha dichiarato il presidente Basso –. L’olio campano rappresenta il 10% della produzione nazionale. Lavoreremo per costruire un modello di sviluppo fondato sulla filiera, coinvolgendo tutti, anche i piccoli produttori, dal campo alla bottiglia".
Il marchio Igp garantirà che ogni bottiglia risponda a precisi standard di qualità, con un processo produttivo interamente realizzato in Campania, dalla raccolta delle olive al confezionamento finale. Il Consorzio avrà il compito di verificare, tracciare e certificare ogni fase della filiera, assicurando ai consumatori autenticità e trasparenza.
Soddisfazione anche dall’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo, che ha espresso il proprio apprezzamento per l’iniziativa. La vicepresidente Barbati ha sottolineato: "Il modello di filiera integrata rappresenta un grande attrattore e uno strumento strategico per rafforzare l’identità del nostro olio e coinvolgere un numero sempre maggiore di operatori".
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