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Leone d’Oro 2025: la Festa dei Produttori debutta in Puglia con un pieno di oli, persone e cuori

Leone d’Oro 2025: la Festa dei Produttori debutta in Puglia con un pieno di oli, persone e cuori

In una bellissima location sul Gargano si è celebrata la festa dei Produttori del Leone d’Oro 2025. I vincitori italiani: ex aequo, riscatti e 100/100, non solo in Italia ma anche all'estero

30 maggio 2025 | 18:30 | Maria Paola Gabusi

17 Maggio 2025, dopo anni di premiazioni nel mio uliveto sul Lago di Garda, il 2025 ha segnato l’inizio del progetto Festa Itinerante dei Produttori. L’idea è semplice: portare l’evento finale direttamente nei territori, a casa dei produttori, mescolando premi, pane e sentimenti.
La prima tappa in Puglia, terra di ulivi scolpiti dal tempo e purtroppo anche dal dolore, e di oli che riflettono il carattere dei pugliesi, irruenti e generosi.

E così, in una bellissima location sul Gargano, l’HMO Glamping di Vignanotica, si è celebrata la festa dei Produttori del Leone d’Oro 2025. Un evento che è sempre molto più di una premiazione: una festa di cuori, narici e palati.

Come da programma abbiamo iniziato con le degustazioni degli oli finalisti, riuscendo a fare solo due delle tre sessioni previste perché avevo oggettivamente sottostimato il numero di partecipanti e a un certo punto sono finiti il migliaio di bicchierini che avevo portato. Siamo comunque riusciti a fare una meravigliosa degustazione guidata di gruppo di una quindicina di etichette.

Tempo di sistemare la sala e, come da tradizione, è stato apparecchiato il buffet con tutte le prelibatezze che ognuno dei produttori aveva portato con sé : cibo, vino e …tanto appetito.

Io ho intravisto pizze, focacce, mozzarelle, formaggi e salumi e vini in quantità e sono anche riuscita ad annusare una fetta di pastiera commuovente. Dico intravedere e annusare perché, presa dall’evento e dai tanti che finalmente incontravo di persona e che volevo ascoltare, quando la giornata è arrivata al termine mi sono accorta che non avevo ancora trovato un momento per fermarmi a mangiare. A quel punto erano rimasti solo piatti vuoti e dei buonissimi cantucci toscani, le bottiglie di vermut dalla Corsica e i dolcetti turchi che avevano attraversato mezza Europa e che mi ero dimenticata di mettere sul tavolo. Della mozzarella col tanga da 4 kg portata da Alfredo Marasciulo solo le fotografie mi confermano che non l’ho sognata.

Prima della premiazione è tornata anche l’iniziativa più surreale del concorso: il CiarpaLeone, una pesca di beneficenza dove si vincono “ciarpami” di dubbia provenienza e i migliori profumi del mondo nelle bottiglie di olio dei finalisti. Piu’ di milletrecento gli euro raccolti e già interamente devoluti ad Amnesty International, Sea Shepherd, Survival International e Medici Senza Frontiere a nome di tutti i Produttori del Leone

I vincitori italiani: ex aequo, riscatti e 100/100

Nella sezione Monovarietali: Ex aequo tra il Leccio del Corno dell’Azienda Agricola Solaia, un olio balsamico, strutturato e elegante, e una freschissima e complessa Nostrana di Brisighella del Frantoio Prata che ha fatto centro al primo colpo.
Nei Blend conferma d’autore per Azienda Agricola Galardi (Toscana) con il suo Plenum, blend di Moraiolo, Leccino e Frantoio, campione di equilibrio e toscanità.
Il premio per il Biologico è andato finalmente a chi lo inseguiva da anni: Fattoria Ramerino dalla Toscana, da sempre presente tra i finalisti, conquista il suo primo Leone con un olio molto pulito e coerente con il perfetto profilo varietale del Frantoio.
Per la categoria Piccoli Produttori vince La Canigiana, altro Frantoio Toscano che ha dimostrato freschezza e complessità senza temere il passare dei mesi e che porta a casa anche il premio per il Best Packaging con un poker di etichette pastello con il levriero che porge la rosa in uno sfondo di pattern Belle Epoque.

Per le DOP/IGP, ha vinto l’Azienda Agricola Querciamatta con il suo IGP Toscano dal nome emblematico: Il Capofamiglia. Un olio che parla con autorità della grande crescita qualitativa che questi geniali produttori hanno intrapreso dalla prima partecipazione al Leone e della quale mi sento personalmente molto orgogliosa.

Le Supercoratine: tra grazia e potenza

La S upercategoria aggiunta per rendere onore alla varietà della quale il Leone riceve ogni anno almeno una cinquantina di campioni, si divide in due: Angelo dell’Az.Agr. Rodyum con la sua Coratina Enjoy ha portato a casa il trofeo delle Supercoratine facendoci innamorare per la complessità, la morbidezza dell’amaro e la forza aromatica del suo olio, mentre l’Azienda Agricola Pozzi Serpi ha conquistato la Supercoratina Piccoli Produttori con un olio potente, erbaceo e ricco di profumi di frutta a guscio capace di affascinare anche i palati più diffidenti.

I Centocentesimi Italia: pura perfezione

In un Panel esigente come quello del Leone d’Oro, i 100/100 sono spesso causa di dibattiti interni, ma quest’anno sono stati assegnati senza alcuna esitazione alla DOP Colline Pontine dell’Azienda Agricola Alfredo Cetrone: un’Itrana da capogiro, mediana di fruttato 8, un blend perfetto della stessa varietà franta con maturazioni diverse che lascia spazio alle note verdi accompagnate da quelle fruttate e floreali senza perdere aromaticità. L’olio PERFETTO che puo’conquistare i concorsi ma anche a chi, di oli di questo livello, non ha mai avuto conoscenza.

Estero: nasce il Centocentesimi internazionale

Per la prima volta, ho deciso di separare i centocentesimi italiani da quelli esteri, per valorizzare la ricchezza della biodiversità globale. Il titolo di olio perfetto va allo spagnolo Knolive Epicure prodotto da Knolive Oils: un blend magistrale di Hojiblanca e Picudo, dove l’Hojiblanca regala la parte fruttata e floreale e la Picudo rinfresca tutto con le sue note erbacee e aromatiche. Bello, potente, diverso.

Gli altri Leoni internazionali vanno, per la prima volta, nei Monovarietali ad un fruttato maturo con l’Hojiblanca Fuente del Rey di Mueloliva che ammalia con profumi di macedonia di frutta tropicale e una bocca fresca e pungente, al Blend di Rheos che dall’Istria unisce varietà piu’ morbide che aggressive e ricava un prodotto adatto a tutti i palati che rende onore al territorio. Nei Biologici vince il Bio El Empiedro di Olivarera la Purisima che conferma il debole del Panel de Leone per l’Hojiblanca Spagnola fatta con tutte le attenzioni per unire le note fruttate a quelle aromatiche.

Tutti gli oli che racconto sono da assaggiare, e io invito sempre all’acquisto direttamente dai produttori, quando possibile, sulla pagina dei finalisti trovate tutti i link ai siti dei produttori.

Ultimo premio, non per importanza, al Frantoiano Generoso che ogni anno premia i frantoiani che non hanno paura di estrarre oli eccezionali conto terzi, consci che la crescita di uno è il successo di tutti, quest’anno va Marta Mugelli, del Frantoio Torre Bianca che firma tantissimi finalisti e vincitori Toscani di questa edizione. Il cognome si presenta da solo, aggiungo solo che i figli in questo caso sarebbero stati il grandissimo orgoglio del padre.

Con un brindisi finale chiude così questa edizione del Leone d’Oro e il mio messaggio è sempre lo stesso: l’altissima qualità ha bisogno di persone che sappiano mettersi in discussione, combattere e fare fatica per raggiungerla, saperla riconoscere e celebrarla da qualsiasi parte arrivi.

Questa nicchia di eccellenza deve essere sempre piu’ separata dal resto della produzione di massa dell’olio, niente rincorse sul prezzo o sulle quantità, c’è spazio per tutti ma è proprio un prodotto diverso e non confrontabile. Questo prodotto parla di sostenibilità ambientale, di una biodiversità di cui tutti parlano ma di cui a nessuno pare interessare davvero, di grande passione, di grandi proprietà nutraceutiche e di grandissime Storie. La produzione di massa va benissimo, tutti hanno diritto alla loro goccia d’olio “evo”, ma quello non ha nulla di quanto sopra, e ricordatevi che il mercato che cerca le eccellenze c’è e ci sarà sempre, va solo intercettato comunicando senza dar adito a fraintendimenti e rimanendo coerenti con il concetto di qualità estrema.

Non sarà per tutti? Ce ne faremo una ragione, la maggior parte delle cose eccelse non sono per tutti, del resto anche volendo, non ce ne sarebbe abbastanza.

Appuntamento al Leone d’Oro 2026, le iscrizioni apriranno a fine Ottobre e trovate tutti i finalisti e le informazioni online sul sito www.leonedorointernational.com.

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