Italia
La produzione di olive in Umbria ha salvato l'olivicoltura regionale
I prezzi delle olive per fare l'olio extravergine di oliva pagate ai produttori sono stabili rispetto al 2023 a 120-130 euro/quintale per le grandi partite, 10 euro in più per le piccole, a causa delle basse rese
21 dicembre 2024 | 12:00 | C. S.
Annata ottima per l'olio extravergine di oliva umbro, anche se con rese delle olive non eccezionali, che vede un "importante" recupero produttivo di olive rispetto all'annata precedente, con picchi fino al +70% (numeri non ancora definitivi, ma la tendenza è considerata netta).
Quanto alla qualità, è nella media umbra, che è elevata, mentre i prezzi delle olive per fare l'extravergine pagate ai produttori sono stabili rispetto al 2023 per quanto concerne le compravendite di grandi partite di prodotto e segnano un incremento medio di oltre il 7% per gli acquisti di piccole quantità.
Il quadro emerge, per quanto riguarda la provincia di Perugia (con effetti estensivi anche in quella di Terni), dal Listino settimanale della Borsa merci, organo della Camera di commercio dell'Umbria.
Situazione particolare viene definita quella di quest'anno per le olive. In Italia andamenti opposti tra le regioni del centro e quelle del sud, dove l'annata è stata segnata da un andamento climatico che ha fortemente impattato sulla produzione. La siccità, infatti, ha marcato l'andamento del sud, dove si è registrata una forte contrazione della produzione di olive rispetto al 2023, oltre che una riduzione della resa in olio. Gli esperti stimano che la riduzione abbia raggiunto picchi del 40% in Puglia e flessioni importanti anche in Sicilia e Calabria. È stato "diametralmente opposto l'andamento nella regione del centro - affermano Bruno Diano, Presidente della Borsa Merci, e Francesco Martella, agronomo, membro della Deputazione della Borsa Merci di Perugia - dove si registra un forte recupero produttivo rispetto al 2023. Una stagione, quella umbra - proseguono Diano e Martella - caratterizzata da olive sane, pressoché assenti gli attacchi da mosca, condizione dovuta anche ad un'estate molto calda; abbondante allegagione quindi carica importate delle piante; pressoché assenti i fenomeni di cascola precoce, qualità fitosanitaria mantenuta fino alla fine della raccolta dove le varietà tardive presentato ancora resistenza al distacco e non hanno subito danni da freddo nonostante il forte abbassamento delle temperature. La forte carica delle piante ha portato gli olivicoltori ad anticipare la raccolta rispetto al momento ottimale, comportando delle rese in olio ridotte". Quindi resa dell'olio è in chiaroscuro, spiegano Diano e Martella, "molto bassa nella prima parte della stagione, dove si sono registrate rese in olio fortemente al disotto del 10%, mentre si è avuto un recupero nella seconda parte della stagione con picchi fino al 16- 17%, con una resa media stagionale è intorno al 12%". Ottima, inoltre, la qualità dell'olio, "con profumi molti intensi e con note di piccante ed amaro meno accentuate, questo dovuto alle abbondanti piogge di settembre/ottobre".
Quanti ai prezzi in Umbria delle olive, l'ultimo bollettino della Borsa merci di Perugia (con effetti estensivi, come detto, su Terni), parla di una forchetta di 12-13 euro al chilogrammo al produttore per compravendite di grandi partite di olive extra vergine di oliva (con non più del 0,8% in peso di acidità). Tale prezzo sale a 13-14 euro al chilo per compravendite in piccole partite. Rispetto allo stesso periodo 2023, il prezzo per compravendite di grandi partire non subisce variazioni, mentre quello in piccole cresce del 7,4%. Prendendo a riferimento il centro della forchetta di prezzo, nel 2024 rispetto al 2022 si registra invece un incremento del 31,6%per le compravendite di grandi partite e del 26,1% per quelle di piccole. "Ovviamente non è tutto oro quello che luccica, perché c'è stato anche un forte aumento dei costi di produzione" conclude la Camera di commercio.
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