Italia
Ridurre i rischi del packaging agroalimentare per salute e ambiente
Diverse tipologie di materiali, tra cui quelli plastici utilizzati per la conservazione degli alimenti, come il polietilene e il polipropilene, sono impiegati per realizzare imballaggi di cibo e bevande, ma anche per produrre contenitori monouso
13 dicembre 2024 | 10:00 | C. S.
Ridurre i rischi per salute e ambiente legati all’utilizzo sempre più diffuso di materiali di sintesi, come plastiche e sostanze chimiche. È l’obiettivo del progetto FHERITALE, finanziato dall’Unione europea, cui partecipano le infrastrutture di ricerca METROFOOD-RI, coordinata da ENEA, il Consorzio Interuniversitario Risonanze Magnetiche di Metallo Proteine (CIRMMP) dell’Università degli Studi di Firenze (coordinatore), INSTRUCT-ERIC, AnaEE ERIC e EIRENE.
Il progetto si focalizza sullo studio di diverse tipologie di materiali, tra cui quelli plastici utilizzati per la conservazione degli alimenti, come il polietilene e il polipropilene, impiegati per realizzare imballaggi di cibo e bevande, ma anche per produrre contenitori monouso come vaschette, piatti e bicchieri. Tra le priorità finora individuate, infatti, emergono micro e nano-plastiche, bioplastiche, particelle metalliche e ossidi di metalli, e gli additivi per i materiali plastici.
Nell’ambito del progetto viene adottato un approccio sistematico alla definizione, sviluppo e integrazione di servizi a disposizione delle infrastrutture di ricerca europee. Attraverso il coinvolgimento attivo e sinergico di tali infrastrutture e l’integrazione di competenze e risorse provenienti da una vasta gamma di discipline scientifiche, il progetto indagherà le conseguenze dell’utilizzo diffuso di questi materiali sintetici artificiali e le implicazioni della loro interazione con ambiente e uomo.
L'esposizione a tali materiali può verificarsi, infatti, sia a seguito del loro utilizzo previsto (come nel caso degli imballaggi alimentari) o anche alla fine del loro ciclo di vita (ad esempio, in seguito all’usura della plastica).
L’approccio multidisciplinare dello studio si propone di favorire una comprensione più completa degli impatti dei materiali studiati, ma ne aumenta anche l'accessibilità, consentendo a un numero più ampio di utenti di accedere alle tecnologie e alle risorse necessarie per condurre le proprie indagini.
“In tal senso, FHERITALE rappresenta uno dei primi passi concreti verso l'applicazione pratica dell'approccio "One Health" che mira a vedere come un unicum la salute ambientale, animale e umana e a integrare “ricerca” e “azioni” in queste importanti aree per affrontare sfide globali”, evidenzia Claudia Zoani, ricercatrice della Divisione ENEA Sistemi agroalimentari sostenibili e coordinatrice di METROFOOD-RI.
Il progetto si inserisce nell’ambito delle attività condotte da ENEA per il coordinamento dell’Infrastruttura di Ricerca METROFOOD-RI, finanziata dal progetto Horizon Europe METROFOOD-EPI, e del suo nodo nazionale METROFOOD-IT, finanziato in ambito PNRR. Oltre a ENEA, partecipano a FHERITALE per METROFOOD-RI, le istituzioni di ricerca Sciensano (Belgio) e National Research and Development Institute for Food Bioresources - IBA (Romania).
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