Italia
La viticoltura siciliana può crescere grazie alla ricerca
Al 29° Enosimposio di Assoenologi Sicilia il Consorzio di tutela vini DOC Sicilia presenta lo stato del progetto V.I.S.T.A. Lucido e degli altri progetti consortili per la crescita e lo sviluppo della viticoltura dell'Isola
31 luglio 2024 | C. S.
Si sono da poco conclusi i lavori dell’appuntamento annuale di Assoenologi Sicilia, anche quest’anno tenutosi al Pollina Resort, con grande partecipazione di professionisti del settore, aziende e istituzioni. A fare da cornice agli approfondimenti di quest’anno, la figura dell’enologo, oggi più che mai in evoluzione, per rispondere alle esigenze di ricerca dettate dalle sfide del cambiamento climatico e dalle richieste di un mercato, non sempre di facile lettura.
“La collaborazione di Assoenologi Sicilia nei confronti del Consorzio di tutela vini DOC Sicilia è molto forte e si basa sul comune obiettivo di migliorare il riconoscimento nel mondo del patrimonio vitivinicolo della Regione”: nelle parole di Giacomo Manzo, Presidente dell’Associazione sezione Sicilia, emerge la finalità di dare spazio, nella kermesse dell’Associazione, ai progetti di ricerca del Consorzio di tutela vini DOC Sicilia.
Il Presidente del Consorzio Antonio Rallo conferma lo spirito della collaborazione: “Stiamo lavorando con impegno congiuntamente ad Assoenologi sul fronte della vinificazione, e oggi abbiamo la possibilità di condividere con il mondo della produzione gli esiti del lavoro finora svolto nell’ambito del progetto V.I.S.T.A. Lucido: le potenzialità del vitigno Lucido sono davvero molto elevate e le sperimentazioni svolte finora lo stanno confermando”.
Il Consorzio svolge attività di tutela, vigilanza, valorizzazione e promozione di questo imponente patrimonio. Il progetto V.I.S.T.A. - Valorizzazione Innovativa e Sostenibile dei Terroir delle varietà Autoctone vede impegnato, al fianco del Consorzio e dei partner imprenditoriali, anche l’IRVO - Istituto Regionale del Vino e dell’Olio. Antonio Sparacio, Dirigente della U.O. Ricerca e Sperimentazione, sottolinea ai nostri microfoni le finalità del progetto, in cui IRVO interviene in qualità di responsabile scientifico: “La filosofia del progetto è la valorizzazione innovativa e sostenibile dei terroir delle varietà autoctone, e nello specifico del Lucido. Le attività si svolgono sia in campo, per fare fronte agli effetti del
cambiamento climatico, sia in cantina, per valorizzare il profilo gustativo e aromatico del lucido; i protocolli applicati in sede di sperimentazione saranno ora trasmessi alle aziende che li applicheranno a produzioni più vaste, per ampliare la portata della ricerca”.
Il vigneto siciliano, riprende il Presidente Rallo, ha i connotati di un continente enologico: la sua estensione è tre volte più grande di quello della Nuova Zelanda, pari al vigneto del Sudafrica e al vigneto della Germania. La Sicilia è la prima regione in Italia per superficie biologica e le condizioni pedoclimatiche di questa vastissima estensione la rendono particolarmente adatta ad una produzione sostenibile: citando le parole di Antonio Rallo la Sicilia è “sostenibile per natura”.
All’interno di questo continente, la DOC Sicilia, nata nel 2011, è espressione di 7.202 Viticoltori e 530 Imbottigliatori, misura un’estensione di 22.528 Ettari e una produzione di 85.584.579 bottiglie.
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Il Progetto V.I.S.T.A. Lucido
Il Presidente Antonio Rallo passa ad illustrare le azioni in cui il progetto V.I.S.T.A. Lucido si articola, che vanno dalla Gestione del Vigneto alla Gestione Enologica, dall’adozione del portale SOStain per la misurazione dei requisiti di sostenibilità del progetto, al Rebranding e la comunicazione ai principali stakeholders.
La giornata di lavori è stata l’occasione per raccogliere anche le osservazioni del Vice Presidente Giuseppe Bursi, che ha sottolineato come, in un momento positivo per i bianchi, testimoniato dai numeri del Grillo, che nell’ultimo anno ha visto incrementare del 15% il confezionato, sia importante fare il possibile per inserire in questo trend anche il “Catarratto-Lucido, che rappresenta 1/3 del vigneto siciliano: dare nuovo impulso a questa significativa porzione di produzione regionale significa intervenire a sostegno dell’intera produzione enologica della regione, sostenendo anche l’intero comparto della cooperazione. Lo sforzo di analisi svolto dal Consorzio sulle zone di produzione e sulle soluzioni tecniche per la valorizzazione del Lucido può dare una spinta significativa a tutto il settore vinicolo regionale”.
Nelle parole del Vice Presidente Filippo Paladino, “l’obiettivo di definire gli areali più vocati per la produzione di Lucido consente di andare incontro alle preferenze dei consumatori; al di là delle differenze tra diversi areali, le degustazioni di oggi dimostrano che il vitigno ha forti caratteristiche identitarie, che sono confermate da tutte le sperimentazioni svolte”.
Giuseppe Figlioli, enologo e componente del Cda del Consorzio, sottolinea la grande versatilità del Lucido, che si sta dimostrando in grado di interpretare vini fermi, anche da evoluzione, vini spumanti charmat, con alcune buone espressioni con metodo classico. “Nel primo anno di ricerca abbiamo applicato a vini diversi lo stesso protocollo, per poter evidenziare le differenze esistenti tra i diversi areali e confermare la grande versatilità del vitigno. L’obiettivo del progetto è promuovere uno stile di vino che possa dare “vista” al vino siciliano in tutto il mondo”.
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