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Scovare il falso Made in Italy sul web grazie all'intelligenza artificiale

Scovare il falso Made in Italy sul web grazie all'intelligenza artificiale

Il sistema Verifood si basa sull'intelligenza artificiale, su analisi criminologiche e sul contributo degli scienziati cognitivi che traducono il pensiero e le metodologie degli ispettori di Icqrf in regole per gli informatici

18 aprile 2024 | C. S.

Mettere a punto un sistema di ricerca automatica sul web di usurpazioni, evocazioni e imitazioni delle Dop/Igp italiane mediante l’uso dell’intelligenza artificiale, che si ripromette di consolidare l’Italia in prima fila al mondo nella tutela del proprio patrimonio agroalimentare di qualità. È questo l’obiettivo di Verifood, progetto di ricerca congiunto tra Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, Icqrf, del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, e il Centro interuniversitario di Scienze della Sicurezza e della Criminalità delle università di Trento e Verona (Cssc).

L'iniziativa, presentata a Vinitaly dal capo dipartimento dell'Icqrf Felice Assenza e dal coordinatore scientifico del Cssc Roberto Flor, si basa sull'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale supportata dalla criminologia, dalle scienze cognitive e giuridiche per creare un sistema informativo innovativo, la Verifood platform, che identifichi e raccolga prove sulle frodi online contro le indicazioni geografiche.

A illustrare le componenti informatiche e di scienze cognitive del progetto, rispettivamente Massimo Donelli, del dipartimento di Ingegneria civile ambientale e meccanica dell’università di Trento e membro del consiglio direttivo del Cssc e Elena Maria Rusconi, del dipartimento di Psicologia e scienze cognitive dell’università di Trento, coordinatore scientifico della sede di Trento del Cssc.

Sono intervenuti anche Paolo De Castro membro del Parlamento europeo, Emilio Gatto, direttore generale della Direzione generale della prevenzione e del contrasto alle frodi agroalimentari del Ministero dell’Agricoltura, Oreste Gerini, direttore Generale della Direzione generale degli Uffici territoriali e Laboratori del Ministero dell’Agricoltura, Mauro Rosati, direttore generale di Origin Italia, Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche, e Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente Federdoc, Confederazione nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle denominazioni di origine.

Le Indicazioni geografiche italiane sono un patrimonio che rappresenta oltre 20 miliardi di euro annui nell’economia nazionale, coinvolgendo circa 900 mila lavoratori. Con ben 890 Indicazioni Geografiche, l’Italia è il leader mondiale in questo settore.

Tuttavia, oggi questa ricchezza è minacciata dalle frodi, soprattutto sul web, dove fenomeni come usurpazione, evocazione e imitazione stanno crescendo in maniera preoccupante. L’Icqrf, che svolge 6.000 controlli online all’anno, ha già rimosso oltre 4.000 inserzioni irregolari di prodotti con indicazione geografica da siti di e-commerce e marketplace.

Il sistema Verifood si basa sull’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale più all’avanguardia, su analisi criminologiche e sul contributo degli scienziati cognitivi che traducono il pensiero e le metodologie di azione degli ispettori di Icqrf in regole per gli informatici. I giuristi invece sono chiamati a valutare la rispondenza fra il sistema e gli standard internazionali relativi, fra gli altri, data protection e governance, cybersecurity, digital forensic risk.

Dopo un anno di lavoro, il prototipo è già in fase avanzata, dimostrando risultati promettenti nell’individuazione delle frodi. Il sistema, nei prossimi due anni, sarà calibrato, continuamente perfezionato e ampliato per coprire un numero sempre maggiore di Indicazioni geografiche e migliorare la capacità di riconoscere annunci fraudolenti, anche attraverso le immagini. Alla fine dei lavori saprà anche individuare le frodi online più efficaci, ovvero quelle più concretamente idonee ad ingannare potenziali vittime, così da indirizzare gli sforzi degli ispettori in primis sugli annunci che hanno maggiori probabilità di successo.

Foto copertina: Romain Vignes 

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