Italia
L'olio di oliva di Bianchera del Carso triestino nei Presìdi Slow Food
In tutta la regione Friuli-Venezia Giulia, la superficie destinata all'olivicoltura si aggira intorno ai 300 ettari, di cui circa 45 nella provincia di Trieste. Qui la regina è la cultivar Bianchera
30 marzo 2024 | C. S.
L'olio extravergine di oliva di Bianchera diventa Presidio Slow Food, cultivar tipica del Carso e del Friuli Venezia Giulia.
In tutta la regione Friuli-Venezia Giulia, la superficie destinata all'olivicoltura si aggira intorno ai 300 ettari, di cui circa 45 nella provincia di Trieste. Cinquanta chilometri più a Nord di Trieste è tutto un altro mondo: le valli del Natisone, che da Cividale del Friuli si sviluppano a ventaglio in direzione nord-est, sono un assaggio delle Alpi.
"L'olio di Bianchera io lo definisco pirotecnico, nel senso che in bocca restituisce una sensazione piccante e amara molto importante. Un olio acceso, che scalda il cuore" dice Stelio Smotlak, referente Slow Food del neonato Presidio dell'oliva Bianchera. "Si tratta di una pianta rustica e vigorosa - spiega Smotlak - perfettamente adattata al clima rigido e ai terreni calcarei e maroso-arenaici. Una zona sferzata dal vento di bora, caratterizzata da una forte escursione termica e da inverni freddi. L'adattamento naturale ha fatto sì che la pianta sviluppasse polifenoli per proteggersi e sostenersi: sostanze che, per noi che godiamo dei suoi frutti, rendono l'olio estremamente interessante".
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