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Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, è il personaggio dell'olio dell'anno

Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, è il personaggio dell'olio dell'anno

Il 17 marzo la celebrazione de Il Magnifico, ovvero l'olio extra vergine di oliva che ha illuminato l'ultima campagna olearia per eccellenza

09 marzo 2023 | C. S.

Cultura, identità, biodiversità questi i valori che Il Magnifico porta avanti da 11 anni con il suo premio che ritorna venerdì 17 marzo 2023 alle 17.30 presso la Cantina Antinori a San Casciano in Val di Pesa. L’associazione culturale Premio il Magnifico, European Extra Quality Olive Oil Award, ha l'obiettivo di rendere l'olio extravergine d’eccellenza un bene prezioso e riconoscibile.

Promuovere la cultura dell'olio di qualità significa, al contempo, tutelare le nostre radici identitarie e prendersi cura del territorio. Solo valorizzando l'olivicoltura, infatti, si combatte il rischio dell'abbandono degli oliveti che sono non solo un patrimonio estetico, ma anche una fondamentale risorsa per la biodiversità. Inoltre, riconoscere il giusto valore all'olio di qualità, permette anche la sostenibilità economica, oltre che quella ambientale.

Atena era per gli antichi greci la dea delle arti, dei mestieri e della saggezza, ma anche la dea dell’ulivo. Secondo la leggenda, il Partenone, a lei dedicato, fu una ricompensa per il dono dell'ulivo che aveva fatto agli ateniesi. Così come per i romani era la dea Minerva, che deriva dalla Dea degli etruschi Menvra, la cui statua in bronzo è stata scelta da il Magnifico, come il proprio Oscar.

Proprio per il profondo legame tra l'ulivo e l'arte, il Premio “Massimo Pasquini”, personaggio dell’olio dell’anno, andrà a Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, per le sue doti professionali e per la sua capacità di tutelare e rilanciare la cultura come propulsore di sviluppo, nel rispetto dei canoni della bellezza. 

Tre saranno nominati Ambasciatori: Maurizio Servili, professore presso il dipartimento di scienze agrarie, alimentari ed ambientali dell'Università di Perugia, Stefano Cipolato, sommelier del Bistrot de Venice, Annalisa Scopinaro, presidente dal consiglio direttivo di Uniamo - Federazione Italiana Malattie Rare.

«Là dove finisce l’ulivo finisce il Mediterraneo» - affermava Fernand Braudel – e proprio il Mediterraneo è il bacino del premio che, da questa edizione, dedica proprio alle sue sponde le diverse aree di particolare vocazione olivicola. Non un unico “campionato,” ma un vero e proprio “torneo”, che vede la produzione europea suddivisa in 8 macro aree con connotazioni produttive similari, da ognuna delle quali uscirà una lista di finalisti con un vincitore, che concorreranno per il Magnifico 2023.

“Siamo molto felici che in un'annata difficile abbiamo ricevuto oltre 250 campioni con un bassissimo tasso di difetto, grazie al lavoro dei tre panel di assaggio, ANAPO di Firenze, ASCOE di Pisa e del Chianti3. L'introduzione del torneo ha portato i benefici che speravamo: ossia dare all'assaggio finale la presenza di una pluralità di campioni provenienti da tutta Europa.” - ha dichiarato Matia Barciulli presidente de Il Magnifico. 

Per garantire la segretezza degli assaggi e il corretto svolgimento del processo di selezione del vincitore da parte dei tre panel, l’organizzazione de "Il Magnifico" si è affidata a Valoritalia, ente leader in Italia per la certificazione nel settore agroalimentare. Tutti i campioni, provenienti da diverse regioni Italiane ed estere, sono stati inviati alla sede toscana dell’ente, all’interno di bottiglie standard non riconoscibili e con un packaging diverso da quello utilizzato per la loro commercializzazione. Una volta ricevuti, i campioni sono stati resi anonimi e coperti da uno speciale rivestimento che li rende irriconoscibili. Dopo tale operazione, su ciascuna bottiglia sono stati apposti adesivi indelebili riportanti un codice identificativo che ne facilita la classificazione e ne garantisce l’assaggio segreto. Infine, per preservarne le caratteristiche organolettiche, i campioni sono stati stoccati in magazzini a temperatura controllata e lontani da fonti di luce diretta. Con questi accorgimenti tecnici, è stato possibile preservare le proprietà e i sentori originari che caratterizzano ogni olio in concorso, oltre alle peculiarità del territorio di provenienza e alle proprietà antiossidanti e salubri dell’oro verde italiano.

Fondamentale è stato il ruolo svolto da Valoritalia, perché ha assicurato la correttezza e la trasparenza del processo di valutazione di tutti gli oli in concorso, una funzione analoga a quella svolta anche per altre Denominazioni di Origine, come l’Olio DOP Chianti Classico. Per il direttore generale di Valoritalia, Giuseppe Liberatore “produrre un olio DOP presuppone un rigore tecnico che dev'essere mantenuto lungo l’intero processo produttivo. Allo stesso modo, certificare prodotti così importanti presuppone il massimo rigore e una grande esperienza operativa; fattori che Valoritalia ha maturato in anni di lavoro in tutte le filiere agroalimentari, garantendo la tracciabilità dei prodotti e il rispetto dei disciplinari di produzione, biologici e di sostenibilità. La certificazione è uno strumento di garanzia per il consumatore, per gli operatori e per le stesse imprese.”

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