Italia
Buone rese e ottima qualità per l'olio extra vergine Igp Toscano
Ad Arezzo l’anteprima dell’olio nuovo Toscano: 25.000 quintali la produzione stimata certificata di Toscana IGP su una produzione regionale che si attesterà intorno ai 110.000-120.000 quintali
25 ottobre 2022 | C. S.
Iniziata la frangitura in Toscana che ci regalerà il nuovo extravergine di oliva Toscano IGP. Frantoi già a pieno regime e raccolta in corso nelle campagne dove proseguirà senza sosta per le prossime due-tre settimane anche se in un nuovo contesto di anomalie climatiche con le temperature sopra la media per il periodo autunnale che stanno mandando in confusione le piante con il rischio di accelerare la maturazione delle olive e rimandare il loro riposo vegetativo con ripercussioni sulla prossima annata olivicola. Buone le rese delle olive che si presentano sane, belle e grandi per un incremento della produzione stimato intorno al 20% a livello regionale, decisamente superiore rispetto alle fosche previsioni di un’estate bollente e tra le più siccitose di sempre. In rialzo i prezzi al consumo per effetto degli spaventosi rincari lungo tutta la filiera: dal vetro alla frangitura delle olive fino alle spedizione.
A tracciare un primo bilancio dell’extravergine che verrà sulle nostre tavola è il Consorzio di Tutela dell’olio extravergine Toscano IGP in occasione della presentazione in anteprima del nuovo olio che si è tenuta al Frantoio Giannini, in località Vitiano, nel Comune di Arezzo ed organizzata in collaborazione con la Città dell’Olio. Il Consorzio Toscano IGP è il principale consorzio olivicolo di qualità in Italia con 9 mila operatori certificati, tra produttori e trasformatori, su 50 mila aziende olivicole a livello regionale e 7 milioni le piante iscritte al Consorzio. “E’ stata un’annata tribolata che ha però anche evidenziato la straordinaria resilienza del nostro patrimonio olivicolo e la capacità dei nostri olivi di adattarsi rapidamente ai cambiamenti climatici che rappresentano la sfida cruciale per continuare a garantire il primato del nostro agroalimentare rurale insieme alle caratteristiche uniche del paesaggio della nostra regione e del nostro paese anche in chiave turistica. – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Consorzio di Tutela dell’olio extravergine Toscano IGP – Il rapporto qualità-quantità è decisamente superiore rispetto alle aspettative della vigilia contando le molte insidie che abbiamo trovato sulla strada di questa stagione. I dati sull’export e sul valore alla produzione ci dicono che il Toscano IGP è in ottima salute e che quello che mettiamo sul mercato nazionale ed internazionale non è sufficiente. Un dato su cui tutti noi dobbiamo riflettere”.
La produzione. Sarà intorno ai 25.000 quintali la produzione stimata certificata di Toscana IGP su una produzione regionale complessiva che quest’anno si attesterà intorno ai 110.000-120.000 quintali. La volontà dei produttori olivicoli e dei frantoi è quella di “assorbire”, fin dove possibile, l’impennata dei costi delle bollette energetiche e dei rincari di materie prime che impatteranno sul prezzo finale. Rincari che vanno dal 30% in più del vetro al 35% per le etichette, dal 45% per il cartone ai costi per le spedizione fino al 15%-20% della frangitura dove ad incidere sono i costi dell’elettricità aumentati anche del 300-400%. L’aumento medio dei costi per gli olivicoltori è del 50%.
L’export ed il valore alla produzione. Molto confortanti i dati sulle esportazioni con il Toscano IGP che si conferma il primo olio italiano certificato venduto all’estero con ben 33 milioni di euro di prodotto dei 53 milioni di euro su base nazionale. Il 70% del prodotto vola nei paesi extra Ue tra cui principalmente Stati Uniti, il 30% nel mercato europeo. Significativo l’aumento del valore alla produzione con 23 milioni di euro, il 14% in più rispetto al 2016 secondo i dati diffusi a BuyFood da Ismea che lo collocano nella top five dei prodotti food della Dop Economy Made in Tuscany insieme ai Cantuccini Toscano IGP, alla Finocchiona IGP, al Pecorino Toscano IGP e al Prosciutto Toscano DOP.
L’oleoturismo. Olio di qualità per un turismo di qualità. Non solo ingrediente cardine della dieta mediterranea, l’olio extravergine è uno dei più potenti testimonial del turismo rurale regionale a cui la legge sull’oleoturismo approvata dalla Regione Toscana vuole dare una precisa identità. “E’ una legge innovativa che estende all’olio tutte le possibilità che ha il vino. Oggi il vino è veicolo di turismo straordinario. L’olio ha la stessa potenzialità e può diventare uno strumento di attrazione turistica importante. - ha detto il vice presidente della giunta regionale, Stefania Saccardi durante la visita al frantoio. – Noi siamo forti perché riusciamo a vendere non solo un prodotto ma un pezzo del territorio, della storia e della tradizione della nostra terra. L’olio può essere un veicolo importante quanto lo è il vino”.
Una direzione che piace alla Città dell’Olio: “L’olio extra vergine di oliva italiano è ancora percepito in tutto il mondo come l’olio migliore e per questo resta il simbolo dell’olio di oliva di qualità. - spiega Mario Agnelli, Sindaco di Castiglion Fiorentino e coordinatore toscano dell'associazione città dell'olio - Il mondo della ristorazione può avere un ruolo attivo nella divulgazione della cultura dell’extra vergine e al tempo stesso trarne un vantaggio anche in termini di offerta qualitativa. I ristoratori possono diventare gli ambasciatori di questo oro verde che rappresenta anche la storia, la cultura, le tradizioni di un popolo”.
Gli fa eco Antonio Balenzano, Direttore delle Città dell’Olio: “Il Turismo dell'olio è la scommessa del presente, un'opportunità di promozione dei territori che caratterizzano la produzione olivicola del nostro Paese. Qualità, sostenibilità, innovazione sono gli ingredienti essenziali di un'offerta oleoturistica integrata. I produttori ma, i ristoratori, gli operatori turistici e gli amministratori delle Città dell'Olio, sono i migliori ambasciatori del nostro olio nel mondo, perché sono gli unici in grado di raccontarci la ricchezza e la biodiversità del paesaggio, la bontà dei nostri oli, ma soprattutto la passione delle donne e degli uomini che ogni giorno con il loro lavoro prezioso tengono in vita questa coltura millenaria”.
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