Italia
Nuova frode sull'olio di oliva scoperta nel Salento: 300 tonnellate
Due anni di indagini per scoprire 300 tonnellate di olio di oliva extra UE che diventavano comunitario. Triangolazioni con Algeria e Albania
05 giugno 2026 | 18:18 | C. S.
Nove indagati per frode, falso e commercio di olio non genuino, nell’ambito di traffici internazionali per circa 300.000 kg di prodotto di pessima qualità di provenienza estera, spacciato come di origine ‘UE’. È l’esito di un’indagine condotta nel Salento nel settore oleario, durata oltre un anno (dal 2023 al 2024), diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce e condotta da ICQRF e Guardia di Finanza. L'olio, una volta introdotto nel territorio nazionale, veniva fatto risultare di origine ‘UE’. Il valore dell’illecito è stimato in circa 3 milioni di euro, anche alla luce dell’andamento del mercato negli ultimi anni, caratterizzato da prezzi elevati, con effetti di concorrenza sleale a danno di produttori e commercianti onesti. Nel corso delle attività sono state sequestrate sostanze utilizzate per deodorare oli con difetti organolettici (oli lampanti) e per aromatizzarli, così da conferire loro caratteristiche tipiche degli oli extravergini.
“L’operazione conferma l’efficacia dell’azione di contrasto alle frodi agroalimentari e testimonia l’impegno della Cabina di Regia dell’agroalimentare nella tutela della qualità delle produzioni italiane e delle imprese che operano nel rispetto delle regole. Questo Governo è al fianco degli imprenditori sani e di quanti investono nella trasparenza e nella legalità. Con il ColtivaItalia continueremo a rafforzare gli strumenti di sostegno e valorizzazione delle filiere agricole e agroalimentari nazionali, premiando il lavoro di chi produce qualità e difende il Made in Italy”, ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Il procedimento trae origine dal rinvenimento, presso uno stabilimento oleario salentino, di circa 90.000 kg di olio extravergine e vergine di oliva, di origine nazionale, “UE e non UE”. I campioni analizzati dal Laboratorio ICQRF di Catania sono risultati irregolari sia per le caratteristiche organolettiche sia per la difformità dei parametri di purezza previsti dalla normativa unionale, in quanto sofisticati con oli diversi da quelli di oliva.
Le indagini hanno inoltre ricostruito traffici internazionali di oli extravergini e vergini di oliva di pessima qualità, provenienti da Paesi terzi all’UE, tra cui Algeria e Albania, acquistati a prezzi inferiori rispetto a quelli nazionali, con il coinvolgimento di società in Spagna, Portogallo, Francia e Albania e l’emissione di fatture ritenute fittizie.
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