Italia

I mercati agroalimentari all'ingrosso centrali per le filiere agricole

I mercati agroalimentari all'ingrosso centrali per le filiere agricole

Il numero dei mercati in Italia è sei volte superiore a quello di Spagna e Francia, a fronte di un giro d’affari cumulato del 40% in meno della Spagna e del 30% in meno della Francia

12 maggio 2022 | C. S.

La rete dei Mercati ha previsto investimenti per €450 milioni nel periodo 2021-2026 dedicati a progetti nella direzione auspicata dal PNRR, che riguardano la digitalizzazione, la transizione ecologica, le infrastrutture, l’istruzione e la ricerca, posizionandosi come anello di congiunzione della filiera agroalimentare. Proprio i mercati delle principali città italiane come Roma, Milano, Torino, Genova e Firenze, hanno già avviato un profondo lavoro di ammodernamento, improntato all’efficienza e alla digitalizzazione.

A rivelarlo è lo studio di Italmercati e The European House – Ambrosetti “L’Italia alla prova del cambiamento: la risposta dei mercati agroalimentari all’ingrosso mercati”, presentato a Roma alla presenza dei più autorevoli rappresentanti del settore, tra cui, Francesco Battistoni (Sottosegretario di Stato, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali), Paolo De Castro (Eurodeputato; Membro della Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale), Monica Lucarelli (Assessore alle Attività Produttive e Pari Opportunità del Comune di Roma), Ettore Prandini (Presidente, Coldiretti), e Patrizia De Luise (Presidente, Confesercenti).

Ad oggi, il numero dei mercati in Italia è sei volte superiore a quello di Spagna e Francia, a fronte di un giro d’affari cumulato del 40% in meno della Spagna e del 30% in meno della Francia. “Serve un consolidamento dimensionale e un’aggregazione del settore agroalimentare. Per rispondere alla situazione drammatica che stiamo vivendo, con un’attesa di un rincaro dei prodotti agroalimentari del 12,7% per il mese di maggio, legato all’impatto del caro energia e all’incremento delle materie prime, è necessario valorizzare i mercati all’ingrosso”, spiega Fabio Massimo Pallotti, Presidente di Italmercati “I mercati mantengono in equilibrio i prezzi, favoriscono l’aggregazione delle piccole realtà produttive, e sono garanzia della qualità e sicurezza dei prodotti, trattandosi del km0 della filiera agroalimentare”.

Come illustrato da Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House – Ambrosetti “La rete dei 19 mercati agroalimentari all’ingrosso facenti parte di Italmercati attiva oggi filiere di fornitura e di subfornitura nazionali per un totale di 107 milioni di Euro. Questo si traduce in un contributo complessivo al PIL del Paese di circa 85 milioni di Euro, per effetto di un moltiplicatore del Valore Aggiunto pari a 2,41. In altre parole, grazie all’attivazione di filiere sul territorio nazionale, per ogni Euro di Valore Aggiunto diretto generato dai mercati aderenti alla rete Italmercati, si generano 1,41 Euro addizionali nell’intera economia. L’analisi mette in evidenza come, all’interno dei mercati, prenda vita un ecosistema complesso e integrato, con 2.500 imprese operanti che generano 9 miliardi di Euro di giro d’affari, che si traduce in 22 miliardi di Euro di giro d’affari diretto, indiretto e indotto, 12 miliardi di Euro di Valore Aggiunto e 260.000 occupati diretti, indiretti e indotti”.

Per affrontare con successo le sfide dello scenario in evoluzione, i mercati agroalimentari all’ingrosso devono accelerare il percorso di transizione già in corso verso «food hub» a servizio degli operatori della filiera agroalimentare e del loro sviluppo, internalizzando e integrando nuove attività e servizi a valore aggiunto. Alla luce di questa transizione identitaria evolutiva e innovativa e dello scarso riconoscimento attribuito al settore, è auspicabile avviare un percorso di valorizzazione del ruolo dei mercati agroalimentari all’ingrosso in Italia quali anello di congiunzione della filiera agroalimentare estesa.

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