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Aumentano i nuovi focolai di Xylella in Puglia

Aumentano i nuovi focolai di Xylella in Puglia

Tra Locorotondo ed Alberobello si concentrano i maggiori rischi per gli olivicoltori. La mappa del territorio della zona infetta di Ostuni dimostra che la strategia di contenimento sta funzionando

04 novembre 2021 | C. S.

Sono ben 99 gli ulivi sono risultati positivi alle analisi per Xylella: 12 in zona contenimento (3 a Locorotondo, 8 a Fasano e 1 a Crispiano) e i rimanenti 87 in zona infetta (86 ad Ostuni ed 1 a Martina Franca). E’ quanto rende noto Infoxylella. In particolare prosegue la comparsa di nuovi focolai, saliti ad 11, nel territorio compreso tra Locorotondo ed Alberobello, mentre si registra un secondo focolaio ad ovest di Crispiano, in direzione Massafra (Taranto). Quindi, il totale delle piante infette del monitoraggio in corso sale a 243, delle quali 78 in zona cuscinetto o contenimento.

L’aggiornamento al 22 ottobre dell’avanzamento del piano d’azione 2021 indica un avanzamento al 72,93% delle superfici ispezionate, al 79,82% dei campioni prelevati ed all’83,33% delle piante positive abbattute.

“L’azione di controllo e contenimento della Xylella fastidiosa in Puglia è costante e capillare. In particolare nella Piana degli olivi secolari la strategia regionale prevede un’ulteriore azione di sorveglianza nell’area infetta che ci consente di rafforzare efficacemente le attività di tutela e salvaguardia di un patrimonio dal valore storico e paesaggistico inestimabile”.  

È il commento dell’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, in merito alle recenti pubblicazioni dei dati della diffusione di Xylella fastidiosa che, sottolinea, “danno conto, secondo un aggiornamento puntuale, della sorveglianza da parte della Regione necessaria per contenere la diffusione del batterio”.  

“La mappa del territorio della zona infetta di Ostuni ci dimostra - spiega l’assessore Pentassuglia – che la nostra strategia di contenimento, dal 2020 ad oggi, sta raccogliendo i suoi frutti. Si registra una diffusione della malattia nei focolai già rinvenuti nel 2020: è un dato che ci induce a mantenere alta l’attenzione ma che ci dà ragione su un approccio vincente di gestione della fitopatia. Ovvero individuare le piante infette, abbatterle e delimitare l’area. Aver rinvenuto un ulteriore numero di piante infette circoscritte nelle medesime zone individuate nel 2020 ci consente di eliminare le 'metastasi' localizzate che sono causa della diffusione della malattia degli olivi. Oggi, così come ho già anticipato, il dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale darà il via libera ai provvedimenti di abbattimenti di oltre mille piante in agro di Ostuni. La medesima attività proseguirà nel prossimo anno. E’ anche grazie a questo grande sacrificio che chiediamo agli agricoltori che possiamo sperare di salvare i due milioni di olivi presenti ad Ostuni e, più in generale, i sei milioni di olivi presenti nella Piana. 

In generale l’attività di sorveglianza svolta sinora nelle attuali aree delimitate - prosegue -, resa pubblica sul sito emergenza Xylella, evidenzia un intervento massiccio e tempestivo di controllo dell’organismo nocivo. Va sottolineato che la malattia viene diagnosticata non con un esame visivo ma solo attraverso analisi molecolari e le piante, sottoposte ad indagine, sono campionate secondo un rigido protocollo statistico disegnato per rendere massima le probabilità di individuare soggetti infetti. Inoltre, nelle aree più sensibili la strategia operativa della Regione prevede un impegno che va ben oltre la semplice applicazione della normativa europea. La sorveglianza, infatti, viene realizzata non solo nel buffer di 50 metri attorno alle singole piante infette, così come prevede il regolamento dell’Unione Europea, ma in un’area molto più estesa, con un secondo anello del raggio di 50 metri nel quale si campionano e analizzano tutte le specie suscettibili alla Xylella e, con un terzo, nei successivi 400 metri, in cui si preleva e analizza un campione per ettaro. In altri termini quando troviamo un positivo in un’area possiamo affermare, con un certo livello di certezza, che dopo l’intervento abbiamo eradicato l’organismo nocivo". 

“Le preoccupazioni del mondo agricolo e delle associazioni di categorie - conclude l'assessore Pentassuglia - sono comprensibili e giustamente inducono tutti a non abbassare l’attenzione su una piaga che sta cambiando la nostra agricoltura e il nostro paesaggio. Serve tuttavia uno sforzo comune, un grande senso di responsabilità di tutti: imprenditori agricoli, organizzazioni professionali, sindaci, associazioni ambientaliste e della stessa della Regione. Abbiamo tutti il dovere di sostenere, anche con corpose iniezioni di liquidità, il sacrificio che chiediamo al mondo agricolo”. 

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