Italia 08/07/2020

In liquidazione coatta amministrativa una delle coop olivicole più grandi d'Italia

In liquidazione coatta amministrativa una delle coop olivicole più grandi d'Italia

Operativa dal 1957 era in cattive acque da qualche anno e aveva già perso la metà dei soci rispetto ai tempi d'oro. Nella campagna olearia 2019/20 il tentativo di rilancio, col supporto di Unaprol, poi la resa


Una delle principali coop olivicole pugliesi, e di conseguenza italiane, è in liquidazione coatta amministrativa.

Il decreto del Ministero dello sviluppo economico è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno scorso, anche se porta la data del 10 giugno.

La liquidazione è stata decisa poiché “l'ultimo bilancio depositato dalla cooperativa, riferito all'esercizio chiuso al 30 settembre 2019, che evidenzia una condizione di sostanziale insolvenza in quanto, a fronte di un attivo patrimoniale pari a euro 2.684.903,00 si riscontra una massa debitoria pari a euro 3.063.471,00 ed un patrimonio netto negativo pari a euro – 511.887,00.”

E' stata così decisa la liquidazione coatta amministrativa della “Oleificio cooperativo della riforma fondiaria, Paladino” società cooperativa agricola, in Palo del Colle.

La situazione era critica già da parecchi anni e la realtà differiva da quanto descritto dal sito aziendale: “dal 1957 è ciò che unisce più di 600 produttori olivicoli del comprensorio barese in una cooperativa. Siamo l’Oleificio della Riforma Fondiaria, Paladino: una realtà cooperativa tra le più grandi d’Italia per base sociale e quantitativi conferiti e trasformati.”

Nel 2019 i soci effettivi erano circa la metà e avevano duramente protestato, nella primavera 2019, con il managment per il mancato saldo dei conferimenti 2017/18 e dell'acconto del 2018/19.

Nella campagna 2019/20 il tentativo di rilancio, con Unaprol, l'associazione olivicola a cui la coop aderiva, che investe tempo e risorse per cercare un difficile rilancio.

Alla fine il 2 marzo l'apertura della procedura fallimentare con il legale rappresentante della società che “ha comunicato formalmente la propria rinuncia alla presentazione di osservazioni e/o controdeduzioni.”

Una situazione che metterà soprattutto in difficoltà i soci conferitori.

di C. S.