Italia
Anche all'ignoranza olivicolo-olearia c'è rimedio
La differenza tra extra vergine e olio d'oliva? Ignota. Una lacuna grave in Puglia ma c'è rimedio: formare passando dalla porta del piacere, perchè un'esperienza piacevole non si dimentica
23 novembre 2018 | Elisabetta De Blasi
Esperti titolati, assaggiatori, sommelier, oggi i tecnici che riconoscono la qualità dell'extravergine sfoggiano titoli e qualifiche da brivido. E' una buona cosa che chi si occupa di olio possa essere più consapevole anche grazie a corsi che spiegano il prodotto e lo rendono fruibile fino a poterlo imparare. Sapere però non è sufficiente quando ci si relaziona con un pubblico che invece di approfondire da' per scontato di conoscere già questo prodotto. Forse l'aria formale, 'in giacca e cravatta' mal si addice all'extravergine che, lontano dai miti della vigna come luogo in cui si costruisce almeno uno dei piaceri della tavola, in cui si ripongono investimenti importanti o si progetta il buen retiro, l'olio oggi sembra sempre un prodotto familiare, onnipresente, come mi piace definirlo 'pop'. Nel suo essere pop, l'extravergine non dimentica la qualità, anzi, la vuole per il maggior numero di persone, perchè se c'è scritto extravergine in etichetta, che almeno lo sia, che sia con i parametri a posto e privo di difetti. Dal minimo della sufficienza alle alte vette dell'eccellenza che segnano un discrimine tra i prodotti da scaffale al lavoro faticoso e importante dei frantoiani consapevoli, c'è una distanza a volte molto ampia, così ampia che difronte al consumatore che si ostina a dire che lui 'nell'olio ci è nato' e quindi lo conosce bene, semplicemente cadono le braccia.
Ecco quindi che i titoli non servono più perché nessuna autorevolezza è attribuibile se penso di essere già depositario della Verità. Non ho bisogno di maestri e mi annoierò, se credo che quel liquido grasso con cui condisco l'insalata sia lo stesso che produceva la buon'anima del nonno.
Che potrebbero mai aggiungere espertoni che solo da poco hanno imparato a camminare vagheggiando di acidità e macinatura?
Da parte loro, gli espertoni, pensano di aver trovato la pietra filosofale e di poter insufflare la Conoscenza del Bene e del Male nel pubblico che ignora, solo con un'apparizione, un bel discorsetto e scaldando un bicchierino. E no signori, qui le cose stanno diversamente e la strada presenta una salita da via ferrata, pena la vanificazione degli sforzi.
Non posso dire ad una persona 'cresciuta nell'olio': 'guarda bello, non sai niente, non hai capito niente e ora io ti guarirò dall'ignoranza', chi sarebbe disposto ad accettare un affronto umano di questa portata? La strada va costruita con intelligenza e creando un contesto di formazione partecipata. La formazione partecipata è uno strumento affascinante, complesso e che deve essere adattato. Non esistono infatti, strumenti che permettono di imparare, uguali per tutti e questo perchè l'esperienza (contesto, opportunità, difficoltà, vissuto, stato d'animo, carattere) ci rende differenti.
Negli adulti questa difficoltà è ancora più acuta perchè anche la motivazione che porta le persone ad assistere all'incontro può essere parte del problema.
Questo settore ha bisogno di strumenti nuovi, freschi, che utilizzino linguaggi efficaci.
Se per il vino ha funzionato il concetto di sentirsi parte di un'élite di fortunati che ha accesso ad un nettare fantastico, non vuol dire che funzioni per l'extravergine che nell'immaginario collettivo non è collocato nell'area 'beni voluttuari'. C'è bisogno di incisività, fantasia, ironia, semplicità.
Tutte queste riflessioni sono state possibili grazie al lavoro fatto con i compagni di strada de I linguaggi dell'extravergine che hanno saputo lavorare su criticità e opportunità.
Ecco quindi che quando gli amici di Legambiente Cassano delle Murge hanno chiamato Passione Extravergine per fare una degustazione,nell'ambito delle due giornate dell'Oleocultura, abbiamo pensato che non potevamo fare i saputelli in un paese che 'è nato nell'olio'. Ci voleva un espediente che permettesse a ciascuno di esporsi serenamente con la propria ignoranza che non è cosa da demonizzare ma da benedire se la si vuole superare. Ci siamo inventate il Quizzone sull'olio: quante ne sai sull'extra vergine? con domande a cui rispondere in anonimo. Abbiamo scoperto inesattezze e errori importanti e nessuno si è offeso perchè è potuto rimanere nell'ombra, imparando qualcosa di interessante senza essere moralmente additato. 'Credo che oggi ce ne andiamo di qui tutti arricchiti, con un bagaglio di conoscenza più nutrito di quando siamo arrivati' ha commentato il Presidente dei Lions che sostenevano l'evento. Passione Extravergine ha raggiunto il suo scopo: formare all'extravergine passando dalla porta del piacere, perchè un'esperienza piacevole non si dimentica.
Stay hungry stay unti
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