Italia

Cambia la geografia olearia: Costa d'Oro parla francese

L’operazione tra il gruppo industrial-finanziario Avril e l'umbra Costa d'Oro segna la nascita del terzo gruppo mondiale dell’olio di oliva di marca, in un contesto di mercato internazionale in crescita

15 maggio 2018 | C. S.

Il marchio dell’olio d’oliva Costa d’Oro annuncia la chiusura di un accordo di alleanza con il gruppo internazionale Avril: l’operazione segna la nascita del terzo gruppo mondiale dell’olio di oliva di marca, in un contesto di mercato internazionale in crescita. In un comunicato congiunto i due partner hanno indicato i principali obiettivi che si prefiggono:

La crescita sostenibile di Costa d’Oro nel mercato dell’olio di oliva di marca in Italia, dove il brand ha raggiunto recentemente le prime tre posizioni di mercato, e a livello internazionale, dove il marchio è presente in oltre 100 Paesi e realizza la metà delle vendite. Per raggiungere questo obiettivo si svilupperanno le potenziali sinergie derivanti dai rispettivi know-how nel campo della qualità e dell’innovazione, sia sul piano nutrizionale e gustativo, sia in termini di sviluppo di nuove gamme di oli e di condimenti e sulla conquista di nuovi mercati internazionali, in particolare Cina e America del Nord.

Consentire al Gruppo Avril di proseguire la propria crescita a livello internazionale (dove realizza ad oggi un terzo del proprio fatturato) sviluppando la sua quota di mercato dell’olio di oliva rimanendo fedeli al modello della filiera integrata, tra l’agricoltura e l’industria, che costituisce la specificità del settore degli oli e delle proteine.

Per questa operazione, il Gruppo Avril è stato appoggiato dal Gruppo Castel, un importante player francese e internazionale nel settore dei vini, delle birre e delle bevande analcoliche. L’alleanza ha quindi rafforzato la storica partnership tra i due gruppi francesi, inizialmente sviluppata attorno alla ristrutturazione dei settori oleaginosi africani. Nel 2017 il mercato mondiale dell’olio di oliva ha registrato un fatturato di 12 miliardi di euro con una potenziale crescita annua dal 4% al 5% raggiungendo 17 miliardi di euro entro il 2025 grazie all’incremento della domanda (soprattutto in Cina e in America del Nord) e al crescente interesse per un prodotto le cui peculiarità sono apprezzate dai consumatori più esigenti: prima qualità, naturalezza, tracciabilità, oltre ai benefici nutrizionali e gustativi della dieta mediterranea generalmente associata all’Italia.

Per Olivier Delamea, direttore generale del settore Oli & Condimenti del Gruppo Avril: “Attraverso questa alleanza, mettiamo insieme risorse umane, know-how e prodotti eccezionali. Ci sono tutte le premesse per fare di Costa d’Oro un grande marchio italiano di olio di oliva a livello mondiale”. Per Ivano Mocetti, direttore generale di Costa d’Oro: “Siamo molto fieri di questa alleanza con il Gruppo Avril. Insieme porteremo avanti il progetto fondante di Costa d’Oro a Spoleto, in Umbria, fornendogli i mezzi per conquistare nuovi territori, non soltanto geografici, ma anche nel campo dell’innovazione, al servizio del più alto livello di qualità gustativa e nutrizionale. Il progetto di sviluppo prevede anche un’integrazione verticale produttiva ed agricola nel nostro Paese e nel bacino del Mediterraneo”.

Luciano Sabatini, Presidente di Costa d’Oro e fondatore insieme alla famiglia Santirosi, che quest’anno celebra i 50 anni di attività: “Questa operazione non è il punto di arrivo del nostro progetto famigliare ed industriale, ma è un passo che consente di accelerare il progetto di crescita e sviluppo con un Partner internazionale di primissimo livello, con cui condividiamo la visione strategica ed i valori industriali, un’opportunità per la nostra Impresa e per il nostro Paese di creare ricchezza e valore”. Per Jean-Philippe Puig, Ceo della S.a.p.a. Avril: “Quest’alleanza riunisce due protagonisti che condividono gli stessi valori – il leader francese degli oli e delle proteine, fondato da agricoltori impegnati nello sviluppo sostenibile delle filiere agricole e agroalimentari, e un leader italiano dell’olio di oliva, con un’impresa familiare e un marchio eccezionale, desideroso di perseguire insieme a noi lo sviluppo di una filiera integrata, da monte a valle”.

Potrebbero interessarti

Italia

FAO e Politecnico di Milano insieme per l’agricoltura del futuro: tecnologie geospaziali e intelligenza artificiale al servizio della sicurezza alimentare

Firmato un Memorandum of Understanding per sviluppare strumenti digitali avanzati a supporto della pianificazione agricola, della gestione delle risorse naturali e della resilienza dei sistemi agroalimentari

06 giugno 2026 | 10:00

Italia

Nuova frode sull'olio di oliva scoperta nel Salento: 300 tonnellate

Due anni di indagini per scoprire 300 tonnellate di olio di oliva extra UE che diventavano comunitario. Triangolazioni con Algeria e Albania

05 giugno 2026 | 18:18

Italia

Nuove regole per i Consorzi di tutela Dop e Igp

Il decreto del Ministero della sovranità alimentare dà attuazione al Regolamento UE 2024/1143 e riconosce ai Consorzi di tutela nuove funzioni su gestione, promozione, sostenibilità, turismo, vigilanza, marchi e regolazione dell’offerta

05 giugno 2026 | 08:30

Italia

Caporalato e sfruttamento in agricoltura: migliaia di lavoratori in Calabria

Nei casi di lavoro nero si è spesso di fronte a forme di sfruttamento estremo, alimentate dalla precarietà delle condizioni di vita, dall’assenza di un regolare permesso di soggiorno e dalla mancanza di reali alternative occupazionali

03 giugno 2026 | 14:30

Italia

Il Rinascimento del Brandy Italiano: la competizione con i cugini francesi

La biodiversità dei vitigni italiani, è sicuramente la nostra arma segreta e qui crolla il primo primato francese. La vera rivincita italiana però funziona grazie al connubio tra attività legislativa e qualitativa

03 giugno 2026 | 11:00

Italia

Olio extravergine ma era solo vergine: sequestrate 1,5 tonnellate al porto di Augusta

I controlli congiunti di Dogane e Finanza sventano una frode alimentare internazionale. Il carico, pronto per essere esportato via container, non supera le analisi chimiche: l'etichetta prometteva qualità superiore, ma la sostanza era inferiore. Il titolare dell’azienda esportatrice è stato denunciato

03 giugno 2026 | 08:30