Italia
L'olio extra vergine di oliva italiano è una rarità, il mondo deve saperlo
La produzione di quest'anno sarà in linea con quella della campagna precedente secondo le associazioni olivicole. Su 200 mila tonnellate prodotte, solo 50 mila sono a disposizione del mercato, il resto è autoconsumo
20 luglio 2017 | T N
Questo sarà il terzo anno, su quattro, con una produzione di circa 200 mila tonnellate di olio di oliva italiano.
Occorrono certamente investimenti per risalire la china, un piano irriguo e un miglior sistema infrastutturale. Per arrivare a risultati concreti e tangibili però ci vorranno anni. Intanto, quindi, dobbiamo fare i conti con l'olivicoltura italiana che produce poco o pochissimo.
Nel corso del recente incontro a Roma sulla Certificazione di Sostenibilità dell'Olio Extravergine di Oliva, promossa da Oleificio Zucchi e garantita da CSQA, i responsabili delle principali organizzazioni dei produttori hanno fatto il punto sulla campagna che sta per venire, quella che si sta per concludere e sulle prospettive.
“L'olio extra vergine di oliva è una rarità – ha affermato il Presidente di Unaprol, David Granieri – l'anno scorso, per il mercato, sono rimaste a disposizione del mercato circa 50 mila tonnellate di olio, sulle 200 mila totali. E' giusto che il mondo lo sappia.”
Affermazioni molto simili anche per Gennaro Sicolo, del Cno, che ha sferzato le istituzioni a creare le condizioni perchè l'olivicoltura possa rinascere: “sto interloquendo polemicamente col mio presidente regionale perchè non è possibile che a luglio si razioni l'acqua ad uso irriguo. Servono investimenti. I cambiamenti climatici ci obbligano a irrigare l'olivo, quantomeno con interventi di soccorso, se vogliamo produrre e dare reddito agli agricoltori.”
Il tema della valorizzazione dell'extra vergine italiano è però l'altra sfida che si propone davantial sistema olivicolo-oleario nazionale, che deve poter esaltare le caratteristiche per cui è diventato famoso, a partire dalle cultivar autoctone, come ricordato da Ermete Realacci, Presidente della Commissione ambiente della Camera, e da Leana Pignedoli, vicepresidente della Commissione agricoltura del Senato. Non solo il valore del territorio e quello ambientale si legano allo stesso concetto di Italia di cui andare fieri.
Per Giovanni Zucchi, Vice Presidente di Oleificio Zucchi, la Certificazione di Sostenibilità è "una preziosa occasione di dialogo fra le parti e, auspichiamo, il primo passo verso un cambiamento radicale, che possa finalmente portare tutti i player della filiera a impegnarsi per raccontare in modo più efficace l'unicità della biodiversita' olivicola e il saper fare della produzione italiana".
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