Italia
L'Italia lancia in competizione le proprie Bandiere del Gusto
In occasione del Campionato mondiale di Atletica Leggera a Mosca gli italiani potranno godere di 4698 specialità gastronomiche tipiche
27 luglio 2013 | Pasquale Di Lena
La capitale della Russia, nella prossima metà di agosto, si trasformerà in uno straordinario palcoscenico riservato agli atleti protagonisti dei Campionati del mondo 2013 dell’Atletica Leggera e Casa Italia Atletica, la struttura operativa della nostra Federazione, occuperà uno spazio importante per l’immagine della nostra agricoltura e dei suoi territori di origine, così ricchi di primati in Europa e nel mondo.
Primati che vogliono essere, certo, di buon auspicio per i nostri atleti, ma, prima di tutto, sono a confermare lo stretto connubio sport-alimentazione che serve a preparare e vivere con successo la grande competizione qual è quella dei prossimi campionati del mondo di atletica “Mosca 2013”.
E’ di pochi giorni fa la presentazione delle “Bandiere del gusto” 2013, l’elenco delle specialità alimentari italiane, con 4698 bandiere che allungano di ben 92 gradini la scala dei prodotti ottenuti secondo tradizione e regole tramandate per almeno 25 anni. Un salto significativo di ben 92 gradini, in gran parte dovuti a Emilia-Romagna (+50) e Campania (+23), la regione che dal 5° posto dello scorso anno passa al secondo, con la prima che guadagna due posizioni.
Uno importante e ricco patrimonio che mostra anche nuove, straordinarie potenzialità dei nostri territori.
A tenere ben saldo il comando è la Toscana (463), pari al 10% di tutte le specialità italiane, seguita appunto dalla Campania (387), Lazio (384), Veneto(371), Piemonte (341), Liguria (295), Calabria (269), Lombardia (246), Sicilia (234), Puglia (232), Sardegna (181) e Molise che, con 159 specialità, lo stesso numero dello scorso anno, precede le rimanenti sette delle venti regioni italiane, quali il Friuli-Venezia Giulia (153), le Marche (150), l’Abruzzo (147), le Provincie di Trento (109) e Bolzano )92), la Basilicata (77), Umbria (59) e Val d’Aosta (32).
E’ proprio questo ricco patrimonio legato all’origine del territorio che spiega il primato dell’Italia in Europa nel campo delle Denominazioni di Origine, con 252 riconoscimenti dop e igp, di gran lunga davanti alla Francia, con 200 denominazioni (17,2% del totale); Spagna, con 164 prodotti registrati (14,1%) e poi il Portogallo (118), la Grecia (99), la Germania (91), e, a seguire Regno Unito (47), Polonia (36) Repubblica Ceca (32), Slovenia (16), Austria (14) e Belgio (13). Tutti insieme questi dodici paesi coprono il 93,7% del paniere europeo di prodotti iscritti nel Registro comunitario delle denominazioni d'origine.
In testa alla graduatoria le Regioni Emilia Romagna e Veneto, con 37 certificazioni, seguite dalla Sicilia (28), Lombardia (27), Toscana (26), Lazio (24), Campania (21), Piemonte (20), Puglia (116), Calabria (15), Trentino Alto Adige (12), Marche (11) e, poi, tutte le altre rimanenti Regioni (sono considerate anche le registrazioni che riguardano più regioni, come la Mortadella Bologna, i Salamini Italiani alla Cacciatora, il Caciocavallo Silano e altri).
Per quanto riguarda i prodotti, il primato dei riconoscimenti spetta agli Ortofrutticoli e Cereali, Freschi e Trasformati (100); a seguire i Formaggi (45); gli Oli Extravergine di Oliva (43); i Prodotti a Base di Carne (37).
Un quadro di primati ai quali bisogna aggiungere quelli riferiti alla biodiversità e al biologico, con oltre 50 mila aziende impegnate nella produzione di queste eccellenze senza additivi chimici.
Primati che piacciono, non da oggi, alla Fidal e alla sua Casa Italia Atletica che, insieme con il Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari, l’Enit, le Camere di Commercio e la Cenfederazione Italiana Agricoltori (CIA), tornerà, come nei grandi eventi del passato, ad essere la vetrina più bella e più esclusiva dell’enogastronomia italiana, con spazi attrezzati per la diffusione dell’immagine di una realtà così ricca e importante per il nostro Paese, il racconto di queste specialità e delle origini legate ai territori, la degustazione degli stessi.
I dati delle Dop e Igp sono stati elaborati da Stefano Vincelli
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