Gastronomia

Mercato Vignaioli Indipendenti: a novembre la nuova edizione

Mercato Vignaioli Indipendenti: a novembre la nuova edizione

Attesi un migliaio di espositori che si distribuiranno 40mila metri quadri per masterclass e degustazioni. A BolognaFiere dal 21 al 23 novembre

24 giugno 2026 | 17:00 | C. S.

Dopo aver superato, nell’ultima edizione, quota 28mila visitatori, con un grande successo di pubblico e ottimi riscontri dagli espositori, il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti Fivi (Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti) guarda all’edizione 2026, in programma da sabato 21 a lunedì 23 novembre a BolognaFiere. L'evento si svolgerà su una superficie di 40mila metri quadri, con un'ampia presenza di cantine italiane, assieme a vignaioli europei di diverse associazioni nazionali appartenenti a Cevi (Confédération Européenne des Vignerons Indépendants), oltre agli oli delle aziende associate alla Fioi (Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti).

A BolognaFiere sono attesi almeno un migliaio di vignaioli da tutte le regioni italiane. Il programma prevede, come nelle edizioni precedenti, degustazioni, vendita diretta con carrelli e trolley e un calendario di masterclass. I vignaioli saranno ospitati nei padiglioni 29 e 30, mentre il 26 e il 28 saranno destinati al food e ai servizi per i visitatori.

La 15° edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti avrà come immagine ufficiale il manifesto firmato dall'illustratore e artista visivo Emiliano Ponzi, che ha voluto porre in risalto il rapporto diretto tra vignaiolo, terra e paesaggio. "Con questa immagine bucolica immersa tra vigne e grappoli d'uva, ho voluto rappresentare la cura e l'artigianalità che caratterizzano la produzione vinicola indipendente", ha detto Ponzi, secondo il quale "i protagonisti non sono soltanto il vino e l'uva ma anche gli elementi che ne rendono possibile la crescita: il paesaggio, la luce che è fonte di vita, e soprattutto la presenza umana. La figura femminile che sfiora la vite incarna l'attenzione costante del Vignaiolo, segnando una netta differenza rispetto alla produzione industriale".

"Qui", ha proseguito l'illustratore, "il vino nasce da un rapporto diretto e quotidiano con la terra: le vigne sono osservate, seguite e comprese attraverso lo sguardo di chi se ne prende cura. Nell'immagine, il gesto del guardare e tendere la mano assume un valore simbolico. La donna osserva la vite", ha proseguito, "e in questo scambio silenzioso emerge il tema della presenza e della vicinanza: l'importanza di essere visti e riconosciuti, in un dialogo che va dalla persona alla pianta e dalla pianta alla persona. È proprio in questa relazione di attenzione reciproca che risiede l'essenza dei vignaioli indipendenti".

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