Gastronomia
Vinitaly 2026: a Verona il vino incontra la grande cucina italiana
Ogni abbinamento vino-cibo diventa così una espressione autentica del made in Italy: una scelta coerente con il riconoscimento della Cucina italiana patrimonio UNESCO che al 58° Vinitaly, in fiera a Verona, si traduce in una offerta di vere esperienze culinarie
09 aprile 2026 | 17:00 | C. S.
Dai menu firmati da chef stellati, allo street food in chiave gourmet, fino ai piatti della tradizione regionale reinterpretati dalle nuove generazioni della cucina, attente alla sostenibilità: a Vinitaly 2026, dal 12 al 15 aprile, la grande ristorazione occupa un posto centrale nel racconto del vino italiano e del suo legame con i territori e con l’identità del Paese. Ogni abbinamento vino-cibo diventa così una espressione autentica del made in Italy: una scelta coerente con il riconoscimento della Cucina italiana patrimonio UNESCO che al 58° Vinitaly, in fiera a Verona, si traduce in una offerta di vere esperienze culinarie che aspettano operatori del settore e buyer da tutto il mondo.
Al centro della Vinitaly’s Gourmet Experience c’è il Ristorante d’Autore di Campagna Amica – La Casa della Cucina Italiana, nuovo format firmato insieme a Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra: un progetto che porta nel cuore della manifestazione il dialogo tra agricoltura, cucina e territorio. Il 12 aprile (piano 1, Palaexpo) si inizia con un menu degustazione di Ciro Scamardella del Pipero, il 13 è la volta di Riccardo Monco dell’Enoteca Pinchiorri, il 14 si passa alla proposta di Tortellante-Associazione di promozione sociale sostenuta dallo chef Massimo Bottura, per chiudere il 15 con i Cuochi Contadini, custodi della tradizione rurale e delle memorie gastronomiche locali, per una lettura della cucina italiana che tiene insieme filiera agricola, cultura del cibo e lotta allo spreco. Grande attenzione anche a un prodotto che contraddistingue l’Italia nel mondo, il caffè, con la proposta a fine pasto della torrefazione È Tricaffè della famiglia Aneri.
Accanto a questo spazio, torna il Ristorante Momenti d’Autore di Vinitaly (piano 1, galleria tra i padiglioni 11-12), affidato ai talenti di JRE–Jeunes Restaurateurs Italia, ognuno con un menu che include il proprio piatto iconico: il 12 aprile inaugura Giorgio Bartolucci (Atelier Ristorante, Domodossola), seguito il 13 da Alfonso Caputo (Taverna del Capitano, Nerano – Marina del Cantone), il 14 da Leonardo Fiorenzani (La Sosta del Cavaliere, Sovicille) e il 15 da Agnese Loss (Osteria Contemporanea, Gattinara). Si amplia anche l’offerta dello Street Food Gourmet, che raddoppia: nell’area I, di fronte al padiglione 11, JRE Italia firma tre postazioni con giovani ristoratori, mixology bar e dj set; nell’area H (dopo il padiglione 5), spazio invece ai piatti della tradizione romana, veneta e trentina.
Tra le proposte della ristorazione stellata, il padiglione 1 dell’Emilia-Romagna ospita “Cracco a Vinitaly” e la “Piadineria VistaMare”, con Carlo Cracco interprete di alta cucina e tradizione popolare in abbinamento ai vini del territorio. In area H trova posto anche il ristorante di Piemonte Land, dedicato alla cucina piemontese e guidato dallo chef Davide Palluda del ristorante All’Enoteca di Canale d’Alba.
A Vinitaly il tema del binomio vino-ristorazione viene affrontato anche dal punto di vista economico e dei consumi. Lunedì 13 aprile, alle 16.30, nell’Area Masaf al Palaexpo, è in calendario il convegno “Il consumatore al centro – la nuova alleanza tra vino e ristorazione”, con la presentazione della prima indagine dell’Osservatorio FIPE-UIV “Vino e Ristorazione”, realizzata in collaborazione con Vinitaly su un panel rappresentativo di ristoranti e locali italiani. Intervengono Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio del vino di UIV-Unione italiana vini, Giulia Erba, dell’Ufficio Studi FIPE-Confcommercio, e Lamberto Frescobaldi, presidente di UIV-Unione italiana vini, con le conclusioni affidate a Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
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