Gastronomia

NON SOLO NEI VASI MA ANCHE IN CUCINA, I FIORI PROTAGONISTI DELLA GASTRONOMIA

I fiori possono aiutare ad arricchire un intero menù, dall’antipasto al dolce, grazie a profumi e colori, tipici della primavera, che dai giardini e dalle terrazze possono arrivare anche sulle tavole. Una bizzaria oppure un’opportunità per il florovivaismo?

29 aprile 2006 | T N

Se dal risotto ai fiori di zucca e dalla classica torta mimosa si è arrivati ai petali di rosa e ai tulipani fritti, alla scamorza affumicata su letto di bocche di leone e tageti fino al tortino di patate ai fiori di crisantemi in salsa di pecorino, significa che è crescente l’ interesse per i fiori degli chef in cucina. E’ quanto afferma la Coldiretti che in occasione dell’apertura di Euroflora a Genova segnala una curiosa tendenza nell’utilizzo dei fiori che può contribuire ad aumentare gli acquisti di fiori e piante che nei primi due mesi dell’anno sono cresciuti del 9 per cento rispetto al 2005 quando, complessivamente, nell’intero anno sono spesi 2,3 miliardi di Euro.
I fiori possono aiutare ad arricchire un intero menù, dall’antipasto al dolce, grazie a profumi e colori, tipici della primavera, che dai giardini e dalle terrazze possono arrivare anche sulle tavole. Per cominciare si potrebbe proporre un antipasto di scamorza affumicata in crosta su letto di fiori eduli e salsa agrodolce di camomilla, mentre il risotto ai fiori di lavanda è un primo che si accompagna ad un tortino di patate ai fiori di calendula in salsa di pecorino che precede dolci a scelta tra mousse di cioccolato bianco con sciroppo di fiori di begonia, crostata ai fiori di calendula e petali di rosa o tulipani fritti con zucchero e cannella.
Si tratta di una nuova opportunità per le 33.181 aziende florovivaistiche italiane che operano su una superficie di 38.541 ettari dove tra i fiori recisi si coltivano principalmente nell’ordine i garofani, le rose, i crisantemi, le gerbere e gli anemoni.
Il florovivaismo è anche un settore strategico dell’economia italiana per l’elevato grado di innovazione, per il notevole numero di giovani imprenditori e di donne presenti, per la capacità di creare e assorbire occupazione, per il notevole indotto che genera in termini di fattori di produzione, dalle serre ai macchinari. E fiori e piante sono anche uno dei settori del Made in Italy in cui il saldo del commercio estero è risultato attivo nel 2005 per un valore di 53,4 milioni di Euro anche se si è verificato un aumento delle importazioni dell’1,7 per cento, che riguardano per quasi i tre quarti arrivi dai Paesi Bassi, ma anche numerosi Paesi extracomunitari come Tailandia, Brasile e Perù. Anche per questo al fine di consentire ai consumatori di riconoscere la produzione italiana la Coldiretti ha proposto l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine dei fiori e delle piante, attraverso la definizione del “coltivato in Italia” e la realizzazione di un marchio etico-ambientale per piante e fiori.

Fonte: Coldiretti

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