Formazione
L'importanza della creatività nella ricerca olivicolo-olearia italiana
La sfida è chiara: conciliare la capacità di camminare nel solco già tracciato da chi ci ha preceduti con l’abilità di ragionare fuori dagli schemi capovolgendo i paradigmi noti
25 ottobre 2019 | Maria Lisa Clodoveo
“BE INNOVATIVE… CREATE SOMETHING DIFFERENT!” è il motto con il quale i giovani talentuosi ricercatori da tutto il mondo sono chiamati a partecipare alla competizione scientifica “EVOO Research's Got Talent” che si terrà dal 20 al 22 gennaio 2020 a Bari.
Lo scopo è creare un ecosistema trans-disciplinare (con esperti di arboricoltura, tecnologie alimentari, chimica degli alimenti, ingegneria, tracciabilità, marketing, sottoprodotti, imballaggi, shelf-life, legislazione, protezione delle piante, analisi sensoriale, sostenibilità, economia circolare e paesaggio, proprietà nutraceutiche e salutistiche e nutrigenomica) per stimolare lo sviluppo di innovazioni necessarie nel settore olivicolo-oleario, incoraggiando la creatività e la predisposizione alla novità e al cambiamento, rompendo gli schemi precostituiti, e cambiando i paradigmi esistenti e radicati.
L’idea di creare una rete internazionale di giovani ricercatori è nata nell’ambito delle attività di comunicazione previste da COMPETiTiVE, uno dei tre progetti italiani di ricerca di eccellenza in ambito olivicolo attualmente in corso e sostenuti da Ager - Agroalimentare e ricerca, un’associazione formata da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria per lo sviluppo dell’agroalimentare italiano. Oggi è promosso da un network di progetti che comprende anche il Progetto Ager-SOS e il Progetto Ager – Violin.
Il pensiero che unisce questo folto gruppo di ricercatori è la convinzione che la creatività sia una soft-skill a cui la mente possa essere allenata. C’è chi pensa che la creatività sia una qualità che una persona può possedere o meno, una predisposizione d’animo o una dote innata. Se è pur vero che esistono menti creative solitarie, come la storia ci insegna (Galileo, Newton, Einstein), la creatività si manifestà lì dove si favorisce la nascita di un gruppo funzionale.
Per pensare in modo creativo, occorre incoraggiare i giovani scienziati (o aspiranti tali) a sfidare le ipotesi esistenti, mostrandosi aperti a nuove idee e possibilità, uscendo dalla zona di comfort, sperimentando, esplorando e ponendo costantemente domande, senza ignorare l’importanza dello studio approfondito di quanto è già stato inventato o scoperto fino ad oggi, perché come diceva Bernardo di Chartres “Noi siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l'acume della vista o l'altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti».
La prima sfida è quindi chiara: conciliare la capacità di camminare nel solco già tracciato da chi ci ha preceduti (i mentori accademici che sono i primi maestri e che, nel caso dell’ EVOO Research's Got Talent, candidano i giovani e talentuosi ricercatori esperti nel settore olivicolo-oleario) con l’abilità di ragionare fuori dagli schemi capovolgendo i paradigmi già noti.
Uno dei moduli che caratterizzerà la formazione in programma nel primo Training Congress dedicato al mondo dell’olio sarà “Creative skills and ability to formulate new ideas”, perché diceva Linus Pauling, un chimico che ha vinto ben 2 Premi Nobel: “Il miglior modo per avere una buona idea è avere un sacco di idee.”
Se siete giovani ricercatori, se vi brucia in petto il fuoco della passione per la scienza, se i vostri studi sono stati orientati al mondo dell’olio di oliva, in tutte le sfaccettature disciplinari, una vera buona idea potrà essere candidarsi all’ EVOO Research's Got Talent 2020. La dead-line è il 10 novembre 2019.
https://evooresearchgottalent.wordpress.com/eligibility/
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