Economia

Il nuovo eldorado per i vini italiani è l'Austria

In controtendenza rispetto al resto del mondo diminuiscono i volumi ma aumentano il valore dell'export vitivinicolo nostrano, persino a due cifre

25 settembre 2010 | Graziano Alderighi

Nei primi sei mesi del 2010 è stato registrato un calo delle esportazioni di vino in termini di quantità (-3%), ma un aumento del valore esportato che si aggira intorno al 10%.

I viticoltori austriaci hanno potuto aumentare il prezzo medio a litro di vendita del vino, passando da un valore di 1,68 a 1,91 euro, che rappresenta il prezzo più alto mai registrato. Complessivamente da gennaio a giugno 2010 sono stati esportati 32,7 milioni di litri di vino per un ricavo totale di 62,5 milioni di euro. In particolare si è registrato un balzo dall’86 al 90% delle esportazioni del vino in bottiglia.

Il mercato estero dal quale l’Austria riceve più richieste è la Germania (+10% in termini di valore e +2% in termini di quantità nei primi sei mesi del 2010); segue poi la Svizzera con il Liechtenstein, che nonostante abbia fatto annotare una leggera diminuzione in termini di quantità e valore, resta il Paese con il prezzo medio più alto (4,1 euro al litro). Anche le esportazioni negli Stati Uniti sono cresciute (valore: +2%, quantità:+5%), così come quelle verso la Gran Bretagna, mercato in cui si realizza il doppio rispetto allo scorso anno (+120%). In costante crescita, inoltre, le esportazioni verso i Paesi Bassi (valore +24%, quantità:+30% nel primo semestre 2010).

Si è invece registrato un calo delle esportazioni verso l’Italia (valore: -7%, quantità:-52%), la Repubblica Ceca (valore: -23%, quantità: -48%) e il Giappone (valore: -6%, quantità:-4%), ma questi ultimi sono mercati con un’importanza relativa per l’Austria.

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