Economia

Dopo un buio 2009 il settore oleicolo ha paura

Dicembre ha segnato il punto più basso con un calo del 2% rispetto al 2008. In gennaio una lieve ripresa. Il timore sono le manovre speculative sul prodotto

06 febbraio 2010 | T N

L'avvio della nuova campagna olearia ha visto i prezzi scendere progressivamente sulle principali piazze di scambio. La diminuzione più consistente è stata a dicembre per l'olio extravergine (-8,7%), e a novembre per l'olio di oliva vergine (-8,9%) e per l'olio di sansa (-5,3%).

Questo decremento, secondo la Borsa merci telematica italiana (Bmti), ha portato le quotazioni al di sotto dei livelli dell'anno precedente.

La variazione registrata a dicembre 2009, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è pari a -2% per l'extravergine e -2,1% per l'olio vergine di oliva, mentre l'olio di sansa di oliva registra la diminuzione più consistente fra i tre prodotti: -6,3%.

Oggi le quotazioni dell’extra vergine d’oliva, soprattutto in Italia e in Grecia, sono in ripresa del 4-5%.

Il timore degli operatori è tuttavia che tale incremento sia solo un “rimbalzo tecnico”, utilizzando una terminologia finanziaria, e non il segnale di una ripresa dei prezzi.

Si tratta di un timore fondato anche perché è ormai noto che gli oli d’oliva sono una commodities e quindi soggetti anche ad azioni e operazioni di speculazione.

Non si giustifica altrimenti il forte incremento di contratti e transazioni registrato alla MFAO, il mercato dei futures dell’olio d’oliva che ha sede in Spagna.

La borsa dei futures ha infatti reso nota tutta la sua soddisfazione per un 2009 spumeggiante, con il raddoppio le operazioni rispetto al 2008.

In particolare, nel 2009 sono stati stipulati un totale di 143.335 contratti, pari a 143.335 tonnellate d’olio d’oliva.

Gennaio 2010 ha già fatto segnare il nuovo record di contratti mensili: 23.115 contro i 17.935 dello scorso agosto, mese che, fino a ieri deteneva il primato.

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