Economia

Agroalimentare Ue, surplus a 34,7 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2026

Agroalimentare Ue, surplus a 34,7 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2026

Le esportazioni restano stabili a 157,7 miliardi, mentre le importazioni scendono del 4%, soprattutto per la diminuzione del valore degli acquisti dai principali Paesi produttori di cacao. In calo anche l’export di olio d’oliva, carne suina e prodotti a base di cacao

04 novembre 2026 | 10:00 | C. S.

Il commercio agroalimentare dell’Unione europea consolida il proprio saldo positivo. Nei primi otto mesi del 2026, da gennaio ad agosto, il surplus ha raggiunto 34,7 miliardi di euro, con un incremento di 4,1 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il miglioramento della bilancia commerciale non deriva, tuttavia, da una crescita generalizzata delle vendite sui mercati internazionali, quanto soprattutto dalla contrazione delle importazioni.

Esportazioni a 157,7 miliardi, ma l’olio d’oliva arretra

Nel periodo considerato, le esportazioni agroalimentari dell’Ue hanno totalizzato 157,7 miliardi di euro, mantenendosi sostanzialmente stabili rispetto ai primi otto mesi del 2025.

Il dato complessivo nasconde però andamenti differenti tra le categorie merceologiche. L’incremento del valore delle esportazioni di diversi prodotti ha compensato le flessioni registrate in alcuni comparti, tra cui olio d’oliva, carne suina e prodotti a base di cacao.

Per il settore oleario, il dato conferma l’importanza di distinguere tra l’andamento generale dell’export agroalimentare europeo e quello delle singole filiere. La stabilità del valore complessivo delle esportazioni non implica infatti che tutti i comparti mantengano le stesse performance commerciali.

Importazioni in flessione del 4%

Sul fronte degli acquisti dall’estero, il valore delle importazioni agroalimentari europee si è attestato a 122,9 miliardi di euro, con una diminuzione di 4,5 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2025. La contrazione equivale a circa il 4%.

Secondo le indicazioni del report europeo, una parte significativa della riduzione è riconducibile al calo del valore delle importazioni provenienti dai principali Paesi produttori di cacao.

La dinamica mette in evidenza come il valore degli scambi commerciali possa variare anche in funzione dei prezzi internazionali, oltre che dei quantitativi effettivamente commercializzati. Per interpretare correttamente l’andamento della bilancia agroalimentare è quindi necessario considerare sia i flussi fisici delle merci sia il loro valore economico.

Un surplus più elevato senza crescita dell’export

L’aumento del saldo commerciale si spiega attraverso la combinazione di due fattori: esportazioni sostanzialmente stabili e importazioni in diminuzione. Con le vendite all’estero ferme a 157,7 miliardi di euro e gli acquisti dall’estero scesi a 122,9 miliardi, la differenza tra i due flussi ha raggiunto 34,7 miliardi.

Il surplus costituisce un indicatore rilevante per valutare la posizione commerciale dell’Unione europea nel settore agroalimentare, ma non è sufficiente, da solo, a misurare la competitività di tutte le filiere. Il risultato aggregato può infatti convivere con difficoltà in specifici comparti, come dimostra la flessione delle esportazioni di olio d’oliva.

Per valutare le prospettive dei singoli settori sarà quindi importante seguire l’evoluzione dei flussi commerciali nei prossimi mesi, distinguendo tra variazioni dei prezzi, quantitativi esportati e importati e performance dei diversi prodotti.

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