Economia

Meno olio di oliva italiano verso Stati Uniti e Germania

Meno olio di oliva italiano verso Stati Uniti e Germania

Nel triennio 2023-2025, il settore olivicolo-oleario ha beneficiato di quasi 1,9 miliardi di euro considerando che i programmi PNRR e PNC hanno contribuito complessivamente con circa 500 milioni di euro all'ammodernamento del comparto, finanziando oltre duemila imprese attraverso interventi su frantoi, contratti di filiera, meccanizzazione e parco agrisolare

27 settembre 2026 | 09:00 | C. S.

Una filiera che chiude la campagna 2025-2026 con una produzione in crescita e con l'olio italiano che, nonostante la flessione dei prezzi registrata nel 2026, continua a mantenere sui mercati un posizionamento superiore rispetto ai principali Paesi concorrenti. È il quadro emerso a Terra Madre Salone del Gusto nel corso dell'incontro ISMEA "Olio italiano, verso la nuova campagna: mercati, prezzi e prospettive".

L'olivicoltura italiana conta oltre un milione di ettari, di cui circa 289 mila biologici, circa 620 mila aziende olivicole, oltre 4.200 frantoi attivi e 51 Indicazioni Geografiche, tra 42 DOP e 9 IGP.

Nell'ultima annata la produzione italiana ha raggiunto 325 mila tonnellate, il 31% in più rispetto all'anno precedente, in un contesto internazionale tornato su livelli più vicini alla normalità dopo le forti tensioni delle campagne passate.

Sul fronte dei prezzi, nonostante la flessione registrata nel 2026, l'Italia continua a reggere meglio dei principali competitor: le quotazioni dell'extravergine nazionale restano superiori a quelle di Spagna, Grecia e Tunisia e si mantengono sopra i livelli precedenti all'impennata del 2022.

Anche sul commercio estero il quadro presenta elementi positivi. Nei primi sei mesi del 2026 sono diminuite le importazioni, anche grazie alle maggiori disponibilità interne. Sul versante delle esportazioni, a fronte di una flessione verso Stati Uniti e Germania, sono cresciute le vendite nel Regno Unito e si sono registrate performance positive in Polonia, Paesi Bassi e Belgio.

A sostegno del comparto si inserisce la "Cambiale Frantoi Oleari", misura del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste gestita da ISMEA, con una dotazione di 40 milioni di euro, destinata a fornire liquidità ai frantoi e alle piccole e medie imprese del settore per sostenere i costi di gestione e affrontare la fase produttiva.

La Cambiale Frantoi Oleari rappresenta l'ultimo tassello di un più ampio insieme di strumenti messi a disposizione dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Il disegno di legge ColtivaItalia, approvato in prima lettura dalla Camera il 6 agosto e attualmente all'esame del Senato, prevede 300 milioni di euro interamente dedicati al settore olivicolo - 50 milioni nel 2027, 200 nel 2028 e 50 nel 2029 - per l'attuazione del Piano Olivicolo Italiano 2026-2030, adottato con decreto del 13 luglio 2026, con interventi per il rilancio strutturale della filiera, l'incremento della produzione nazionale, il rinnovo e il recupero degli oliveti, l'ammodernamento delle infrastrutture irrigue e il contrasto alle fitopatie.

Nel triennio 2023-2025, il settore olivicolo-oleario ha beneficiato di quasi 1,9 miliardi di euro considerando che i programmi PNRR e PNC hanno contribuito complessivamente con circa 500 milioni di euro all'ammodernamento del comparto, finanziando oltre duemila imprese attraverso interventi su frantoi, contratti di filiera, meccanizzazione e parco agrisolare. In termini di promozione, infine, oltre a una campagna pubblicitaria andata in onda sulle reti nazionali a sostegno del comparto, ISMEA realizza il Progetto per la promozione e valorizzazione dell'olio extra vergine di oliva italiano, finanziato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste: a Terra Madre l'iniziativa si traduce nell'attuazione di sette masterclass/evo tasting con la collaborazione Slow Food Italia, rivolte a scuole e famiglie per diffondere la conoscenza e la cultura dell'EVO italiano.

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