Economia

Prezzi bassi e record di vendite di olio d’oliva italiano a luglio: 13 mila tonnellate

Prezzi bassi e record di vendite di olio d’oliva italiano a luglio: 13 mila tonnellate

Le scorte diminuiscono a 99 mila tonnellate di extravergine italiano ma gli imbottigliatori continuano a non fare scorte. La Calabria rimane maglia nera delle vendite mentre la Puglia inizia a svuotare le cisterne. Olio Dop e Igp a meno di 10 mila tonnellate

12 agosto 2026 | 09:15 | T N

Buone notizie a metà per l’olio extravergine di oliva italiano: le scorte stanno diminuendo ma è merito del calo drastico dei prezzi.

Con l’olio stabilmente a meno di 5 euro/kg in Puglia e Calabria, le cisterne iniziano a svuotarsi con 13 mila tonnellate vendite a luglio, in drastico aumento rispetto alle 9 mila tonnellate di giugno.

In Puglia, secondo i dati ICQRF Frantoio Italia le giacenze al 31 luglio ammontano a 51 mila tonnellate, in Calabria 14 mila e in Sicilia 8 mila tonnellate. Il 73% delle giacenze è quindi concentrata nelle tre principali regioni produttive nazionali.

A queste dobbiamo aggiungere le 10 mila tonnellate in Toscana, 5 mila in Umbria e 2500 tonnellate in Liguria. Le tre regioni imbottigliatrici sommano il 17% delle giacenze.

Il problema vero dell’olivicoltura italiana questa campagna olearia si chiama Calabria.

La campagna olearia è virtualmente finita al 31 gennaio con la Puglia che aveva scorte per 83 mila tonnellate, la Sicilia per 15 mila tonnellate e la Calabria per 18 mila tonnellate. La Puglia ha venduto il 40% del proprio stock, la Sicilia praticamente la metà, la Calabria solo il 22%.

La Calabria è, insomma,  la grande malata del sistema, come emerge anche dal dato dell’olio bio in giacenza. Il 25% si trova in Calabria, quasi 7 mila tonnellate quando aveva iniziato la campagna con 9 mila. In Puglia la stagione è iniziata con 19 mila tonnellate di stock ridottesi al 31 luglio a 13 mila. In Sicilia l’olio bio al 31 gennaio era 5600 tonnellate ridottesi a 3300 tonnellate a fine luglio.

Sul fronte dei dati positivi si registra l’andamento delle vendite di olio Dop e Igp, 9700 tonnellate a disposizione contro le 12 mila di giugno. Vendite per 2 mila tonnellate.

E’ ipotizzabile, per la fine di settembre, che le scorte diminuiscano a 80 mila tonnellate o meno, un dato in linea con gli anni passati (eccetto i due anni di forte scarica produttiva nel Mediterraneo).

Il problema vero per l’olivicoltura italiana è il trend del prezzo dell’olio spagnolo a 3,4 euro/kg, con la quotazione dell’olio italiano che segue con un premio di prezzo di 1-1,5 euro/kg. Se la campagna olearia risulterà positiva in Spagna, con prezzi che difficilmente supereranno i 4 euro/kg, allora anche le quotazioni dell’extravergine di oliva faticheranno nella imminente campagna olearia.

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