Economia

Il caldo condiziona i raccolti di ortofrutta e i prezzi scendono

Il caldo condiziona i raccolti di ortofrutta e i prezzi scendono

A fronte di consumi più contratti, il caldo torrido gioca un ruolo a doppio taglio sulle coltivazioni, poiché da un lato accelera la maturazione aumentando l'offerta di frutta ma, dall’altro, rischia in molti casi di velocizzare il deperimento del prodotto

21 luglio 2026 | 09:00 | C. S.

Tornano i consigli settimanali de La Borsa della Spesa di BMTI e Italmercati che, con il supporto di Consumerismo No Profit, guida i consumatori verso scelte d'acquisto stagionali, convenienti e sostenibili.

Il mercato ortofrutticolo italiano si trova a fare i conti con un’estate calda e molto influenzata dai comportamenti d'acquisto degli italiani già in vacanza. Se un tempo era agosto il mese delle città deserte, oggi la tendenza è nettamente anticipata. Già a luglio, infatti, si registra un progressivo svuotamento dei centri urbani con un conseguente calo della domanda di ortofrutta. A fronte di consumi più contratti, il caldo torrido gioca un ruolo a doppio taglio sulle coltivazioni, poiché da un lato accelera la maturazione aumentando l'offerta di frutta ma, dall’altro, rischia in molti casi di velocizzare il deperimento del prodotto. Grazie a questo bilanciamento forzato tra calo della domanda e accelerazione produttiva, i prezzi restano complessivamente su buoni livelli, con la frutta tendente al ribasso per favorire le vendite rapide ed evitare sprechi.

Tra i prodotti consigliati questa settimana, emerge l'uva da tavola, la cui campagna siciliana è iniziata precocemente a maggio ed è ormai entrata nel pieno della produzione affiancata dai raccolti della Puglia. L'uva bianca varietà Vittoria si attesta su prezzi all’ingrosso mediamente bassi e in calo dell’8,6% rispetto ad un anno fa, tra 2,10 e 2,40 euro al chilo, mostrando punte qualitative eccellenti. L'uva nera Black Magic, meno richiesta, sconta circa venti centesimi in meno e si posiziona sui 2,00 o 2,20 euro al chilo. L'uva bianca senza semi mantiene, invece, quotazioni più elevate ma comunque in calo, assestandosi mediamente sui 4,00 euro al chilo. Procede regolarmente la produzione delle diverse varietà di susine presenti nei mercati che, in generale, si confermano in calo del 18,2% rispetto al 2025. Nello specifico, le varietà rosse all’ingrosso sono disponibili mediamente a 1,40 euro al chilo mentre le più dolci, le Sangue di Drago, si posizionano intorno a 1,80 euro al chilo. La nuova produzione delle Goccia d'Oro, invece, si inserisce sul mercato a circa 2,00 euro al chilo. Anche le albicocche sono in piena produzione. Pellicchiella, Faralia e Portici tornano all’ingrosso sui 2,00 euro al chilo. Questo lieve incremento è dovuto al fatto che il caldo sta mettendo a dura prova il raccolto, attribuendo un valore superiore al prodotto integro e di alta qualità. La produzione di angurie in Lombardia procede regolare e incalza quella del Lazio. A Roma, piena zona di produzione, si registra il calo più netto con prezzi compresi tra 35 e 40 centesimi al chilo, mentre negli altri mercati all’ingrosso si tenta di mantenere una forbice tra 60 e 70 centesimi al chilo. La tipologia lombarda di qualità Extra tocca, invece, anche 1,00 euro al chilo. L'anguria Apirena, senza semi, mantiene un prezzo più alto rispetto allo scorso anno a causa di una produzione inferiore rispetto all'anguria tradizionale, attestandosi a 1,00 o 1,10 euro al chilo a fronte di una richiesta decisa che vede anche l'esordio della varietà gialla. Per i meloni la situazione è di generale stabilità con tendenza al ribasso in alcune piazze. I retati oscillano da 90 centesimi o 1,00 euro fino a 1,30 o 1,40 euro al chilo; i lisci, ormai presenti quasi esclusivamente dalla Lombardia dove la produzione è più concentrata, mostrano prezzi in calo a 1,60 o 1,70 euro al chilo.

Nel comparto degli ortaggi, il basilico registra la consueta altissima richiesta stagionale e si mantiene stabile a 50 centesimi al mazzo. La domanda è forte anche per i pomodori rossi, la cui produzione è in costante crescita con listini all’ingrosso stabili. Nello specifico, il pomodoro Ciliegino si attesta intorno ai 2,20 euro al chilo e il Piccadilly a circa 1,50 euro al chilo. Il datterino, sia rosso sia giallo, si allinea a 2,50 euro al chilo. A differenza degli anni passati, in cui il datterino giallo scontava un prezzo maggiore per la scarsità di volumi, oggi l'ottima produzione ha azzerato il divario con il rosso. Tipica dell'estate è invece la crescita dei pomodori verdi da insalata: il costoluto verde e il cuore di bue verde si attestano tra 1,80 e 2,00 euro al chilo. I cetrioli subiscono l'influenza del forte caldo spingendo i prezzi all’ingrosso intorno a 1,50 euro al chilo. Nonostante il rialzo, i prezzi restano ottimi e la domanda si conferma solida. Ottima richiesta, in particolare, del cetriolo Barattiere stabile a circa 1,50 euro al chilo, ma un riscontro particolarmente positivo si registra per il cetriolo lungo olandese, che offre un prezzo molto vantaggioso compreso tra 80 centesimi e 1,00 euro al chilo. Le zucchine scure mostrano quotazioni stabili e molto convenienti a circa 80 centesimi registrando, però, un aumento del 10% rispetto allo scorso anno quando oscillavano tra 70 e 90 centesimi. Per le melanzane la domanda è sostenuta e i prezzi variano a seconda della tipologia. La melanzana ovale si attesta su una media di 1,20 euro al chilo; le varietà chiara, lunga e striata, avendo una disponibilità inferiore sul mercato, costano circa 20 centesimi in più, posizionandosi a 1,40 euro al chilo. Infine, per i fagioli la raccolta è in pieno sviluppo con un prezzo medio che oscilla da 3,00 euro per la prima scelta standard fino a 3,80 euro per le partite di qualità superiore.

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