Economia

L'export del primo quadrimestre segna ancora rosso per il vino italiano

L'export del primo quadrimestre segna ancora rosso per il vino italiano

Male sempre le esportazioni extraeuropee ma battuta d'arresto anche in Europa. Buone notizie per alcuni mercati emergenti: il Brasile, che ha impresso un’accelerazione da inizio anno, la Cina e la Russia

20 luglio 2026 | 10:00 | C. S.

Primo quadrimestre con il segno negativo (-6,8% il valore, a 2,34 miliardi di euro) per l’export di vino italiano nel mondo. In calo anche i volumi, a -3,7% (641 milioni di litri). Lo rileva l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) che ha elaborato i dati Istat rilasciati oggi. Il quadro, aggiornato ad aprile, rimane difficile sia sul versante extra-Ue (-8,7%, in lieve miglioramento), che in quello Ue (-3,9%, in peggioramento). Tra le destinazioni, per la prima volta dopo 10 mesi gli Stati Uniti vedono un segno positivo nel solo mese di aprile (+1,6%), che porta il saldo nel quadrimestre a -15,4%. In negativo gli altri 2 top buyer, con Germania a -6,8% e Regno Unito a -6,1%. Nella top 5 il Canada resta stabile mentre la Svizzera chiude a -12,7%. 

Buone notizie invece per alcuni mercati emergenti o meno impattanti: il Brasile, che ha impresso un’accelerazione da inizio anno, porta il saldo a +17,8% (+36,4% per tutta l’area Mercosur); la Cina (+9,7) e la Russia (+28%).

Le difficoltà sui mercati internazionali proseguono poi con i primi riscontri aggiornati a maggio. Secondo dati ufficiali elaborati da Uiv, il consuntivo dei 5 mesi nei Paesi terzi registra -7,5% a valore e -3,9% a volume. Negli Usa le spedizioni di maggio scendono a valore di circa il 15% per un saldo equivalente nel periodo gennaio-maggio e una contestuale perdita del 10% sul prezzo medio nel 2026. Si rafforzano i trend negativi anche per Regno Unito (-6,7% nei 5 mesi) e Svizzera (-12,7%) mentre il Canada conferma la propria stabilità (+0,1%). Cina e Brasile consolidano la crescita mentre la Russia, pur ancora in doppia cifra, sembra aver invertito la rotta degli ordini boom effettuati a inizio anno.

“Questi risultati – ha commentato il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi – confermano le difficoltà del mercato del vino e dei suoi scambi commerciali, in contrazione per tutti i Paesi produttori. La maggior presenza sui mercati di sbocco ed emergenti, oltre alla riduzione della produzione, sono le due – contestuali – direttrici che il vino italiano dovrà perseguire. La situazione contingente ci impone di prendere atto che stiamo attraversando una fase nella quale non è solo necessario promuovere ancora di più il nostro vino, ma anche riconoscere che grandi quantità immesse sul mercato non aiutano a valorizzarlo. Dobbiamo puntare a un equilibrio tra domanda e offerta che consenta di sostenere il valore del vino italiano, tutelando il reddito delle imprese e la competitività del settore”.

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