Economia
La Spagna punta a 1,5 milioni di tonnellate di olio di oliva, ma il caldo resta l’incognita principale
Le scorte di olio di oliva a fine campagna in Spagna inferiori a quelle dello scorso anno: 260 mila tonnellate. Le ondate di calore stanno colpendo intensamente l'Andalusia e altre regioni olivicole, mettendo a rischio la produzione dell'olivicoltura tradizionale
10 luglio 2026 | 09:30 | T N
Nel corso della riunione della Tavola settoriale dell’olio d’oliva e delle olive da mensa spagnolo, svoltasi il 7 luglio, sono stati analizzati l’andamento produttivo, l’evoluzione dei mercati e soprattutto il livello delle scorte che accompagnerà il passaggio alla campagna 2026/27.
Nonostante una produzione inferiore dell’8,8% rispetto all’annata precedente, la Spagna ha raggiunto circa 1,295 milioni di tonnellate di olio d’oliva. Sommando le giacenze iniziali di 289.628 tonnellate presenti all’inizio della campagna, il mercato ha potuto contare su una disponibilità sufficiente per soddisfare la domanda interna e internazionale senza particolari tensioni, fatta eccezione per il progressivo calo dei prezzi registrato negli ultimi mesi.
Sul fronte commerciale, i consumi interni mostrano segnali di consolidamento intorno alle 505.000 tonnellate annue, mentre le esportazioni continuano a mantenersi su livelli elevati, prossimi a 1,04 milioni di tonnellate.
Secondo le stime condivise dagli operatori della filiera, il collegamento tra le due campagne dovrebbe attestarsi attorno alle 260.000 tonnellate di scorte finali, un livello considerato adeguato per garantire continuità di approvvigionamento e stabilità del mercato in attesa della nuova raccolta.
Le ondate di calore mettono sotto pressione gli oliveti
L’elemento di maggiore incertezza resta tuttavia il clima. La Penisola Iberica sta attraversando un’estate caratterizzata da frequenti e intense ondate di calore, con temperature che in diverse aree dell’Andalusia, dell’Estremadura e della Castiglia-La Mancia hanno superato ripetutamente i 40 °C. Se gli oliveti irrigui dispongono di maggiori strumenti per mitigare gli effetti dello stress termico, la situazione appare più delicata per gli impianti tradizionali in asciutto, che rappresentano ancora una quota significativa della superficie olivicola spagnola.
Temperature elevate durante le fasi di accrescimento delle drupe possono infatti provocare caduta dei frutti, riduzione della resa in olio e minore accumulo di sostanze grasse. Molto dipenderà dall’andamento meteorologico tra luglio e settembre e dalla disponibilità idrica nei principali bacini irrigui.
Tunisia e Marocco verso una raccolta più contenuta
Nel bacino mediterraneo occidentale emergono inoltre segnali di prudenza per due importanti produttori concorrenti della Spagna. In Tunisia le prospettive per la campagna 2026/27 indicano una possibile flessione produttiva rispetto ai livelli più elevati registrati nelle annate favorevoli, a causa dell’alternanza produttiva e delle persistenti criticità legate alla disponibilità d’acqua.
Anche in Marocco le condizioni climatiche degli ultimi anni continuano a influenzare il potenziale produttivo del settore. Nonostante gli investimenti in nuovi impianti ad alta densità e in sistemi irrigui più efficienti, la scarsità delle risorse idriche potrebbe limitare la capacità di recupero della produzione nazionale.
Previsione: una Spagna da 1,5 milioni di tonnellate può riportare equilibrio sul mercato
Alla luce delle informazioni oggi disponibili, una produzione spagnola compresa tra 1,4 e 1,5 milioni di tonnellate appare uno scenario realistico per la campagna 2026/27, purché le condizioni climatiche non peggiorino sensibilmente durante la seconda parte dell’estate. Considerando inoltre una probabile disponibilità inferiore in Tunisia e Marocco, la Spagna potrebbe rafforzare ulteriormente la propria posizione dominante sui mercati internazionali.
In questo contesto, un raccolto spagnolo di circa 1,5 milioni di tonnellate, unito a scorte iniziali superiori a 250.000 tonnellate, consentirebbe di garantire un’offerta adeguata a soddisfare il mercato. Viceversa, produzioni da 1,4 milioni di tonnellate o inferiori, considerata la scarsa produzione in Tunisia e Marocco potrebbero provocare qualche tensione sul mercato.
Potrebbero interessarti
Economia
Caffè e cacao, rialzo dei prezzi e allarme El Niño
Le materie prime agricole tornano a correre sui mercati internazionali, spinte da condizioni meteo avverse e da un nuovo posizionamento rialzista degli speculatori. Preoccupano i ritardi nella raccolta brasiliana e le prospettive per i raccolti africani, mentre sui trasformati si registrano incrementi a due cifre
09 luglio 2026 | 09:00
Economia
L’atteso rimbalzo della domanda di vino negli USA tarda ad arrivare
Da aprile 2025 a fine marzo 2026 le esportazioni di vino italiano verso gli Usa sono calate del 17%, per un gap tendenziale a valore di circa 340 milioni di euro. Il vino italiano è sempre più chiamato a ridurre l’esposizione ai rischi geopolitici, commerciali e regolatori, in un’ottica di de-risking
08 luglio 2026 | 18:35
Economia
La Commissione europea vede una campagna olearia abbondante nel 2026/2027
Le piogge eccezionali in Spagna frenano la campagna 2025/26 e riducono l'offerta europea, ma la crescita produttiva in Italia attenua le perdite. Prezzi in calo, export in ripresa e prospettive favorevoli per la prossima stagione alimentano l'ottimismo del settore
08 luglio 2026 | 18:00
Economia
Stati Uniti, il mercato chiave per l'olio d'oliva italiano: SOL Expo a Vinitaly.USA 2026 apre le porte alle imprese
Il Nord America continua a rappresentare una delle destinazioni più dinamiche per l'olio extra vergine di oliva Made in Italy. Il 26 e 27 ottobre, a New York, SOL Expo offrirà alle aziende un'occasione concreta per incontrare buyer, importatori e operatori Horeca provenienti da Stati Uniti, Canada e Messico
07 luglio 2026 | 18:00
Economia
Prezzi olio di oliva al 7 luglio: pronta l’invasione di deodorato, extravergine spagnolo a 3,65 euro/kg
Mentre il mercato dell’olio extravergine di oliva italiano resta bloccato con quotazioni virtuali intorno a 5 euro/kg in Puglia, appena più basse in Calabria e 7,5 euro/kg in Sicilia, in Spagna si fanno i conti con nuovi ribassi. Troppo olio vergine e lampante da smaltire che diventerà extravergine dopo deodorazione
07 luglio 2026 | 15:00
Economia
Accelera il mercato dell'olio di oliva in India
Secondo un rapporto di ICEX, il Paese asiatico si conferma uno dei mercati emergenti più promettenti per l'olio d'oliva. Crescono consumi, classe media e attenzione alla salute. Nuove prospettive per i produttori col nodo dei dazi e forte sensibilità al prezzo
07 luglio 2026 | 10:00