Economia
Caffè e cacao, rialzo dei prezzi e allarme El Niño
Le materie prime agricole tornano a correre sui mercati internazionali, spinte da condizioni meteo avverse e da un nuovo posizionamento rialzista degli speculatori. Preoccupano i ritardi nella raccolta brasiliana e le prospettive per i raccolti africani, mentre sui trasformati si registrano incrementi a due cifre
09 luglio 2026 | 09:00 | C. S.
Da inizio giugno, i mercati delle materie prime agricole stanno vivendo una fase di intensa volatilità al rialzo, con il comparto del caffè e del cacao in prima linea secondo Aretè. Un cocktail di fattori climatici, incertezze sui raccolti futuri e movimenti speculativi sta ridefinendo gli equilibri di due filiere tra le più sensibili alle condizioni ambientali e alle dinamiche geopolitiche.
Caffè: piogge in Brasile frenano la raccolta
Per quanto riguarda il caffè, il mercato ha evidenziato una nuova fase di volatilità rialzista sostenuta dall'emergere di fattori che potrebbero compromettere le aspettative di aumento produttivo. Il prezzo dell'arabica ha registrato un incremento del 28%, mentre quello della robusta è salito del 18%.
Secondo le analisi di Areté, tra gli elementi di maggiore attenzione figurano le intense precipitazioni che stanno interessando il Brasile, rallentando le operazioni di raccolta e sollevando interrogativi sulla qualità del prodotto. I dati di Safras & Mercado confermano i ritardi: al 24 giugno era stato raccolto il 44% del raccolto complessivo, una quota inferiore rispetto al 51% dello scorso anno e anche rispetto alla media dei precedenti cinque anni, pari al 47%.
In particolare, gli operatori locali segnalano ritardi soprattutto nelle regioni produttrici di arabica – Paranà, San Paolo e Minas Gerais – a causa dell'eccessiva umidità. Nello specifico, la raccolta di arabica avrebbe raggiunto solo il 33% del totale previsto, contro il 42% dello scorso anno. Meno criticità si registrano invece nelle aree di robusta, dove la raccolta ha toccato il 66%, in leggero aumento rispetto allo stesso periodo del 2025 (65%).
A completare il quadro, cresce la probabilità di un rafforzamento del fenomeno climatico El Niño entro la fine dell'anno, con possibili ripercussioni sullo sviluppo dei raccolti 2026/27 in Vietnam e sulla fase di fioritura in Brasile, cruciale per la produzione del 2027.
Cacao: rialzo dei trasformati e strategie di contenimento dell'offerta
Analoghe tensioni si registrano sul mercato del cacao. Da inizio giugno, la fava di cacao sull'Ice Europe ha segnato un aumento del 28%, con quotazioni superiori alle 3.900 sterline alla tonnellata. Ma sono i trasformati a mostrare i segnali più eloquenti: burro e massa di cacao, sul mercato fisico Ue, hanno registrato incrementi rispettivamente del 29% e del 30%, tornando a premio sulla polvere di cacao, rimasta invece stabile.
Secondo Areté, a alimentare la volatilità sono le incertezze sulla fase finale del raccolto intermedio, ma soprattutto sui prossimi raccolti 2026/27, esposti ai rischi connessi al fenomeno El Niño e al contesto macroeconomico. Le persistenti precipitazioni superiori alla media in Costa d'Avorio stanno ostacolando la conclusione del raccolto intermedio 2025/26, aumentando il rischio di diffusione di malattie e problemi qualitativi legati all'eccessiva umidità.
La National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) ha confermato la formazione del fenomeno El Niño, stimando una probabilità elevata che si intensifichi entro la fine dell'anno. Per l'Africa occidentale, ciò significa condizioni più calde e secche, con possibili ripercussioni negative sulla produzione di cacao nella seconda parte dell'anno.
A tali criticità si aggiungono i rischi derivanti dai limitati investimenti, in uno scenario di riduzione dei prezzi minimi garantiti agli agricoltori africani e costi degli input produttivi elevati. La scarsa manutenzione delle piantagioni e il basso utilizzo di fertilizzanti – a causa della difficile reperibilità e dei costi elevati conseguenti al conflitto in Medio Oriente – rappresentano un ulteriore elemento di limite alle rese, già esposte ai rischi meteo.
L'asse Ghana-Costa d'Avorio e il rallentamento delle vendite forward
Sul fronte delle politiche di sostegno al settore, Ghana e Costa d'Avorio hanno recentemente annunciato un accordo volto ad armonizzare le rispettive politiche di prezzo alla produzione, con l'obiettivo di migliorare la remunerazione degli agricoltori, ridurre le distorsioni di mercato e rafforzare il coordinamento commerciale tra i due Paesi. L'intesa prevede inoltre una maggiore condivisione delle informazioni di mercato, l'allineamento dei calendari produttivi e la definizione di principi comuni per la determinazione dei prezzi alla produzione.
I timori relativi a un potenziale deficit di mercato 2026/27 hanno generato un rallentamento delle vendite di contratti a termine per la prossima stagione. In Costa d'Avorio, secondo alcuni operatori, il Coffee and Cocoa Council (Ccc), dopo aver venduto circa 1 milione di tonnellate di cacao del prossimo raccolto, avrebbe iniziato a rallentare le vendite a inizio giugno. Inoltre, il Ccc avrebbe introdotto un premio sulle vendite forward di almeno 100 sterline alla tonnellata al di sopra del prezzo dei futures.
La mossa degli speculatori
La volatilità del mercato risulta accentuata dai movimenti degli operatori non commerciali, tornati in iper-acquisto dopo otto mesi di iper-venduto. Dal 16 al 23 giugno, su Londra, le posizioni lunghe nette sono aumentate di 6.181 contratti, passando da -696 a +5.485. Un'inversione di tendenza che amplifica le tensioni su un mercato già reso instabile dai fondamentali fisici.
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