Economia
La Commissione europea vede una campagna olearia abbondante nel 2026/2027
Le piogge eccezionali in Spagna frenano la campagna 2025/26 e riducono l'offerta europea, ma la crescita produttiva in Italia attenua le perdite. Prezzi in calo, export in ripresa e prospettive favorevoli per la prossima stagione alimentano l'ottimismo del settore
08 luglio 2026 | 18:00 | T N
Le intense precipitazioni che hanno interessato il sud della Spagna nei primi mesi del 2026 hanno compromesso le operazioni di raccolta nella principale area olivicola dell'Unione europea, costringendo a rivedere al ribasso le stime produttive della campagna 2025/26. La produzione spagnola dovrebbe attestarsi intorno a 1,3 milioni di tonnellate, con una flessione del 9% rispetto all'anno precedente.
Anche la Grecia registra una significativa contrazione della produzione (-18%), mentre il Portogallo limita le perdite grazie a condizioni agroecologiche più favorevoli, chiudendo la campagna con un lieve incremento (+1%). In controtendenza l'Italia, dove l'alternanza produttiva degli oliveti favorisce un deciso recupero: la produzione è stimata in aumento del 31% su base annua, contribuendo a contenere il calo complessivo dell'offerta europea.
Nel complesso, la produzione di olio d'oliva dell'UE dovrebbe scendere a poco meno di 2,1 milioni di tonnellate (-5% rispetto al 2024/25), mantenendosi comunque superiore del 9% alla media degli ultimi cinque anni, secondo lo Short-term Outlook for EU Agricultural Markets della Commissione europea.
Sul fronte dei prezzi, dopo il ridimensionamento registrato all'inizio della campagna 2024/25 e la successiva fase di stabilizzazione, il mercato ha imboccato una nuova fase ribassista dalla fine di aprile 2026. In Spagna, il prezzo dell'olio extra vergine è passato dal picco di 457 euro per 100 kg raggiunto a dicembre 2025 ai 397 euro per 100 kg di inizio giugno 2026. Le aspettative di un raccolto abbondante nella campagna 2026/27, favorite da condizioni climatiche positive e da una buona disponibilità idrica, stanno contribuendo ad allentare la pressione sui prezzi.
Anche i consumi europei sono attesi in lieve flessione, tornando intorno a 1,4 milioni di tonnellate, in linea con la media degli ultimi cinque anni.
Il miglioramento della disponibilità di prodotto e il calo dei prezzi stanno inoltre ridisegnando gli scambi commerciali. Le esportazioni dell'UE verso la Cina sono raddoppiate rispetto allo stesso periodo della campagna precedente, mentre aumentano anche le spedizioni verso Brasile, Regno Unito e Giappone. In controtendenza, invece, il mercato statunitense, dove le esportazioni europee risultano in diminuzione dall'inizio della campagna.
Nel complesso, le esportazioni dell'Unione europea dovrebbero crescere del 6%, raggiungendo 794 mila tonnellate, grazie a una maggiore competitività sui mercati internazionali. Parallelamente, le importazioni sono previste in aumento del 24%, fino a 223 mila tonnellate, sostenute soprattutto dall'offerta tunisina, destinata a compensare il deficit produttivo spagnolo.
Le scorte finali della campagna 2025/26 sono stimate in 394 mila tonnellate. Per il 2026/27 le prospettive restano positive: condizioni climatiche favorevoli durante la fioritura e una buona disponibilità di acqua lasciano prevedere una campagna produttiva più abbondante, con possibili ulteriori effetti distensivi sul mercato e sui prezzi.
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