Economia

Italia sotto scacco della denatalità: Enpaia prova a ricucire il patto tra le generazioni

Italia sotto scacco della denatalità: Enpaia prova a ricucire il patto tra le generazioni

Con una fertilità a 1,1 figli per donna, il sistema previdenziale va sotto pressione. A Villa Blanc un confronto ad alta intensità tra accademia, istituzioni e parti sociali sul futuro del welfare agricolo

17 aprile 2026 | 10:00 | C. S.

L’Italia sta attraversando una fase demografica senza precedenti: la fertilità è scesa a 1,1 figli per donna e l’età media al primo figlio ha superato i 32 anni. In questo scenario, il sistema previdenziale è sotto pressione e il mondo agricolo si trova a fare i conti con una frattura generazionale che rischia di compromettere la sostenibilità futura del settore. È in questo contesto che la Fondazione Enpaia ha scelto di presentare a Villa Blanc il suo Primo Bilancio Sociale, trasformando un atto di trasparenza in un momento di riflessione collettiva sul futuro del welfare agricolo.

Il Rettore della Luiss Paolo Boccardelli ha ricordato che il welfare non può più limitarsi a registrare ciò che accade, ma deve diventare uno strumento attivo di resilienza. «La responsabilità sociale non consiste solo nel rendicontare il passato, ma nel rendere possibile ciò che deve ancora essere costruito», ha affermato, sottolineando come squilibri demografici, volatilità dei mercati e cambiamento climatico stiano ridisegnando il perimetro del settore primario.

Il Bilancio Sociale restituisce l’immagine di un ente solido: l’avanzo 2024 è pari a 22,8 milioni di euro e il patrimonio netto raggiunge 2,2 miliardi. Gli investimenti nell’economia reale — dalle partecipazioni in Masi, BF, Granarolo e Novamarine agli oltre 250 milioni di euro allocati in strumenti ESG — confermano una strategia orientata alla sostenibilità e al lungo periodo. «Un Bilancio Sociale è una bussola affidabile e ricorda ogni giorno la ragione del nostro impegno», ha dichiarato il Presidente Giorgio Piazza.

Il Direttore Generale Roberto Diacetti ha illustrato il percorso di modernizzazione dell’Ente: digitalizzazione dei processi, rafforzamento dei presidi di Risk Management e Internal Audit, certificazioni ISO 9001, ISO/IEC 27001, ISO 37001 e UNI/PdR 125. Ha inoltre annunciato due novità strategiche: lo spostamento del Forum Enpaia alla Borsa Italiana di Milano e la nascita di un osservatorio su finanza e agricoltura in collaborazione con la Luiss.

Il Prof. Mauro Marè, coordinatore del lavoro scientifico, ha affrontato il nodo più delicato: il “mismatch” tra entrate e uscite del sistema previdenziale italiano, aggravato dal calo demografico. «Il tema è se le nuove generazioni saranno disposte o in grado di pagare le pensioni attuali», ha osservato, indicando nella previdenza a capitalizzazione una delle leve più efficaci per riequilibrare il sistema.

Dal mondo istituzionale e agricolo sono arrivati apprezzamenti per il percorso intrapreso. Il Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha definito Enpaia «un modello di eccellenza», mentre Confagricoltura e Flai‑CGIL hanno sottolineato il ruolo dell’Ente come ecosistema di protezione per i lavoratori agricoli e la necessità di rafforzare la previdenza complementare.

Il Bilancio Sociale dedica ampio spazio al welfare multilivello — previdenza obbligatoria, sanità integrativa e bilateralità — e alle nuove prestazioni in fase di sviluppo: non autosufficienza, conciliazione vita‑lavoro, sostegno alle famiglie. Sul fronte produttivo, Enpaia individua tre linee di intervento: Agricoltura 4.0, riduzione dei pesticidi e valorizzazione del biologico, che in Italia ha raggiunto 2,45 milioni di ettari.

Negli ultimi anni Enpaia ha rafforzato il proprio ruolo nell’economia reale, adottando una strategia di investimento sempre più selettiva e orientata alla stabilità del sistema previdenziale. Il consuntivo 2025 indica un avanzo superiore ai 27 milioni di euro, un risultato che consente all’Ente di consolidare la presenza in filiere chiave — dall’agroalimentare alle manifatture ad alta innovazione — e di sostenere realtà imprenditoriali che rappresentano un valore aggiunto per il Paese. Parallelamente, gli oltre 250 milioni che sono stati destinati a strumenti che rispettano i criteri ESG, sono la consapevolezza che la transizione ecologica non è più un’opzione ma un impegno verso chi erediterà il sistema produttivo e previdenziale di domani.

L’obiettivo è trasformare la solidità patrimoniale in un patto generazionale concreto, capace di accompagnare imprese, lavoratori e territori in una fase storica che richiede visione, responsabilità e capacità di anticipare il cambiamento. Nel Paese che non fa più figli, Fondazione Enpaia sceglie di investire nel futuro: un ponte tra generazioni che non è solo metafora, ma una necessità strutturale.

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