Economia
Mercato stabile per l'olio di oliva e con crescita dei consumi limitata
Dall'analisi del settore oleario europeo emerge un sistema sempre più orientato all’export, con effetti diretti sugli equilibri della filiera. Nonostante una produzione spagnola inferiore rispetto alla campagna precedente il mercato risulta ben rifornito
23 aprile 2026 | 16:00 | C. S.
Il mercato delle materie prime agricole continua a muoversi su binari divergenti. Da un lato il cacao, caratterizzato da forte volatilità e dinamiche sempre più influenzate dai fattori finanziari; dall’altro l’olio d’oliva, che attraversa una fase di apparente stabilità grazie a un buon livello di scorte e a flussi commerciali equilibrati.
Secondo le analisi di Areté, per la campagna 2025/26 il comparto del cacao si avvia verso un moderato riequilibrio. I consumi globali sono attesi in crescita dello 0,7%, un dato nettamente inferiore alla media storica del +2%, mentre la produzione dovrebbe aumentare del 3%. Il risultato è un ritorno del mercato in surplus, stimato in circa 222.000 tonnellate, sostenuto soprattutto dal miglioramento delle condizioni produttive in Africa occidentale.
Nonostante questo quadro teoricamente ribassista, le quotazioni restano instabili. Sul mercato Ice Europe, dopo il crollo sotto le 2.030 sterline per tonnellata a fine febbraio — pari a circa il 77% in meno rispetto ai picchi di gennaio 2025 — i prezzi hanno registrato un rimbalzo del 26%, superando le 2.600 sterline. Movimenti che riflettono più le dinamiche finanziarie che i fondamentali: prese di profitto, incertezze macroeconomiche e timori legati alla prossima campagna continuano infatti a condizionare il mercato.
Scenario diverso per l’olio d’oliva, dove prevale un equilibrio più marcato. In Europa, nonostante una produzione spagnola inferiore rispetto alla campagna precedente — con stime che oscillano tra il -3% e il -10% — il mercato risulta ben rifornito. A sostenere questa condizione contribuiscono sia il buon andamento delle esportazioni spagnole, cresciute dell’8% tra ottobre e febbraio, sia la disponibilità di prodotto proveniente da paesi terzi, in particolare la Tunisia.
Le tensioni tra dati produttivi e commerciali restano evidenti. Da un lato, la Commissione europea segnala un aumento di importazioni e consumi interni; dall’altro, il ministero spagnolo dell’Agricoltura evidenzia importazioni in calo del 5% nello stesso periodo. Nel complesso emerge un sistema sempre più orientato all’export, con effetti diretti sugli equilibri della filiera.
Sul fronte dei prezzi, la stabilità è evidente. Tra marzo e la prima metà di aprile le quotazioni dell’olio extravergine di oliva hanno registrato variazioni contenute, comprese tra -1% e +1% nelle principali piazze europee, tra cui Grecia, Andalusia e Milano. In Italia si osserva una lieve flessione più marcata, pari a circa -1,5%, dovuta principalmente all’elevato livello delle scorte.
A fine marzo, infatti, gli stock nazionali risultavano in aumento del 43% rispetto all’anno precedente, con un incremento del 59% per il solo extravergine. Una disponibilità abbondante che, unita a una domanda stabile, contribuisce a mantenere il mercato in una fase di relativa calma.
Due mercati, dunque, raccontano storie diverse: il cacao resta esposto a oscillazioni improvvise e a dinamiche speculative, mentre l’olio d’oliva si muove in un contesto più prevedibile, sostenuto da fondamentali solidi almeno nel breve periodo. Resta ora da capire se questa stabilità sarà destinata a durare o se le prossime campagne produttive riporteranno volatilità anche nel comparto oleario.
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