Economia

Il prezzo dell’olio di oliva al 4 marzo: sale l’extravergine italiano, crolla lo spagnolo

Il prezzo dell’olio di oliva al 4 marzo: sale l’extravergine italiano, crolla lo spagnolo

Il mondo dell’industria e imbottigliamento spagnolo ha bloccato gli acquisti e si è innescata una corsa al ribasso che ha fatto perde 25 centesimi di euro in due settimane all’extravergine spagnolo. Cresce la invece quotazione minima dell’extravergine italiano. Cali minimi per le Dop del nord, causa mancanza di oli di qualità

04 marzo 2026 | 18:45 | T N

L’olio extravergine di oliva spagnolo ha perso 25 centesimi in due settimane, tornando ai livelli pre ciclone Harry, a 4,25 euro/kg secondo PoolRed al 4 marzo.

Contemporaneamente l’olio italiano cresce, almeno nella quotazione minima a 6,9 euro/kg, con quella massima a 7,4 euro/kg secondo la CCIAA di Bari al 3 marzo 2026.

Tutte le altre quotazioni sono stabili su tutte le altre piazze nazionali, ad eccezione delle Dop Garda e Brisighella (- 3%) per mancanza di oli di qualità.

Invece in Puglia, dove l’extravergine di qualità non manca, i prezzi del Dop/Igp e del biologico rimangono stabili, rispettivamente a 7,7 e 8 euro/kg.

Se in Italia la situazione di mercato è stabile, con tendenza al bello, in Spagna la tendenza è opposta.

Il prezzo è sceso di 25 centesimi in due settimane, tornando a 4,25 euro/kg dopo aver sfiorato i 4,5 euro/kg al 18 febbraio. Una situazione dettata dalla forte offerta di oli border line, prodotti a dicembre e soprattutto gennaio. Oli che non saranno più extravergine tra qualche settimana.

Contemporaneamente la discesa del prezzo del lampante, per la forte offerta, sta generando tensioni anche sulle altre categorie commerciali. Il prezzo del lampante è sceso a 3,15 euro/kg dopo aver toccato i 3,5 euro/kg al 17 febbraio.

Anche il vergine di oliva è in calo a 3,6 euro/kg, sceso di 15 centesimi in soli due giorni, secondo Poolred.

Una situazione di mercato anche fortemente condizionata dai bassissimi scambi per il periodo, praticamente un terzo rispetto al normale. Quello che sta accadendo è che l’industria olearia spagnola, ma anche italiana, hanno bloccato gli acquisti proprio per far scendere le quotazioni.

Le disponibilità reali di prodotto, infatti, non giustificano tali ribassi se non per via di fenomeni speculativi per contenere i rincari.

Quello che sta succedendo è che, oggi, il prezzo dell’olio tunisino in arrivo sulle coste europee è pari o più alto dell’olio spagnolo: 4,3-4,3 euro/kg in contingente a dazio zero, con la prospettiva di un aumento a 4,5 euro/kg entro breve.

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